Le scarpe rosse per dire basta al femminicidio. L’iniziativa, che ha coinvolto decine di città in tutta Italia, domenica scorsa ha fatto tappa a Cuorgnè. Alla raccolta delle scarpe in piazza Boetto, oltre a numerosi cittadini, hanno partecipato anche gli alunni delle scuole medie di Cuorgnè. «Dall'inizio dell'anno 107 donne hanno perso la vita per mano di mariti, compagni, figli e fidanzati – hanno ricordato i ragazzi nel corso del loro intervento – è ora di dire basta». Soddisfatto il sindaco Pezzetto. «Un grazie ai cittadini, ai ragazzi e agli insegnanti delle scuole. Abbiamo lanciato un piccolo ma importante seme di cultura, rispetto e convivenza».
La donazione di quelle ottanta paia di scarpe diventerà un messaggio «permanente» contro la violenza sulle donne. Le scarpe rosse, infatti, verranno assemblate in una vera e propria installazione d’arte moderna. L’opera, almeno all’inizio, sarà esposta nell'atrio del municipio. Poi diventerà uno dei pezzi più importanti della nuova galleria di arte che sarà allestita nei locali dell’ex Manifattura.
Il Comune di Cuorgnè, tra l’altro, è l’unico in Canavese ad aver aderito a «Posto occupato», la mobilitazione nazionale contro la violenza sulle donne. Durante lo scorso consiglio comunale alcune sedie sono state lasciate vuote. Un biglietto ha ricordato che in quel posto avrebbe potuto esserci una donna che non c'è più, uccisa da chi amava.








