
CUORGNE’ - Cuorgnè, in occasione del 78° anniversario dell'eccidio dei Partigiani in località San Rocco, ha ricordato questa domenica, 4 dicembre 2022, il sacrificio di coloro che diedero la vita in difesa della libertà e degli ideali di giustizia, uguaglianza e pace. E’ stata una sentita iniziativa quella organizzata dall’Anpi, guidata dal presidente Roberto Rizzi, e dall’amministrazione comunale. Dopo la deposizione e la benedizione delle corone al monumento che ricorda i terribili eventi del 14 dicembre 1944, la cerimonia si è trasferita all’interno dell'ex Chiesa della SS Trinità dove la Filarmonica dei Concordi ha eseguito diversi brani alla presenza di cittadini ed associazioni. All’evento hanno presenziato Nino Boeti, presidente dell'Anpi provinciale di Torino, e Giovanni Bellomo, sindaco di San Giorgio Lomellina (provincia di Pavia): paese di origine del giovane partigiano Alberto Pavesi trucidato in località San Rocco.
«Ho ricordato con emozione questi ragazzi massacrati da un odio che acceca e fa uccidere – ha commentato nel suo intervento Roberto Rizzi – Però per 30 anni il fascismo ha governato l’Italia. Per 30 anni gli italiani non hanno potuto partecipare alle scelte del paese. C’era solo Dio, patria, famiglia. Non erano soggetti attivi. Però questi ragazzi hanno cominciato ad assaporare il concetto della libertà, della partecipazione. Hanno combattuto, dando un segnale contro quel trentennio schifoso che ha ucciso l’Italia e costretto gli italiani ad essere degli schiavi senza idee e pensiero e per questo hanno dato le loro vite. Il loro messaggio, purtroppo, si è perso. Abbiamo fallito. Il loro esempio si è perso nelle stesse forze che dovevano sostenere questi valori. Si sono messi in discussione i principi fondanti della Costituzione. Il diritto al lavoro non esiste più, anche quello della scuola è in crisi. Non parliamo del diritto alla salute. Non ci dobbiamo, quindi, stupire che le elezioni le abbia vinte una forza che ha in qualche modo nei suoi antenati quello che è stato il fascismo. Dobbiamo partire da questo concetto di fallimento e ricreare una nuova Resistenza, riportare in auge quei lavori, evitando che venga messo in discussione anche l’ultimo baluardo della nostra libertà: quella Costituzione che qualcuno vorrebbe cambiare».
«Non possiamo essere indifferenti o approvare atteggiamenti o comportamenti incompatibili con la democrazia e i diritti – ha aggiunto il consigliere, Bruno Bruschi – Antifascismo oggi significa, certamente, il richiamo ai valori, ai simboli, ai protagonisti, alle canzoni delle lotte antifasciste e partigiane, ma anche una lettura lucida e critica della realtà nella quale viviamo. La generazioni di partigiani è purtroppo quasi estinta, ma per noi resteranno sempre tutti presenti: proseguiremo quanto ci avete insegnato e trasmesso. Voi che avete combattuto la Resistenza per la libertà di tutti, per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro. E per chi, come noi, è venuto dopo. Giuriamo di continuare a tenere alta la guardia e di impegnarci sempre per trasmettere alle generazioni future l’intelligenza, l’entusiasmo e la forza per lottare insieme, per quel mondo che voi non avete potuto vedere e che in parte dobbiamo ancora realizzare, sotto la luce della vostra memoria e del vostro esempio».












