CUORGNE' - Proteste sul web contro il centro islamico
Ondata di proteste, a Cuorgnè, dove da qualche giorno si è sparsa la voce della possibile apertura di una moschea al fondo di via Ivrea. Preso atto che, anche approssimando la terminologia, di moschea proprio non si tratti, il bersaglio principale delle critiche è stato il Comune. Su internet sono comparsi decine di messaggi contro l’amministrazione comunale, benché, in questo momento, l’istituzione possa ben poco nei confronti di quella che, a tutti gli effetti, è una trattativa tra privati per l’uso di uno stabile (anche quello privato).
 
La comunità islamica del Canavese, infatti, che conta almeno un migliaio di adepti, ha deciso di aprire una sede sul territorio. Una sorta di centro d’incontro dove, in un futuro nemmeno troppo lontano, organizzare anche corsi di italiano e arabo aperti a tutti. Stabile scelto una vecchia palazzina, un tempo officina meccanica, a Cuorgnè, al fondo di via Ivrea. La trattativa tra privati è andata a buon fine. Ed è bastato questo per scatenare, su internet, un’ondata di proteste. 
 
Grazie alla potenza dei social network sono piovute all’amministrazione comunale critiche di ogni tipo. Qualcuno è andato anche oltre, augurandosi che, una volta costruita, «la moschea cada in testa ai fedeli». Amareggiato il sindaco Beppe Pezzetto. «Innanzitutto non si tratta assolutamente di una moschea. Stiamo parlando di una trattativa tra privati. Il Comune proprio non c’entra nulla. La comunità islamica, è vero, sta cercando da anni una sede. Non è un mistero: ma non si tratta di un luogo di culto».