
CUORGNE’ - Si infiamma a Cuorgnè lo scontro politico tra maggioranza e opposizione sulla mancata riapertura del pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Sulla vicenda c’è stata la dura presa di posizione del sindaco, Giovanna Cresto: «Non ci serve un PPI notturno, ci serve un pronto soccorso H24 in cui medici urgentisti e non, provenienti da altre strutture pubbliche, vogliano venire a lavorare, senza più dover ricorrere ai medici delle cooperative. Sino a che non sarà messa nero su bianco una programmazione seria che vada in questo senso, tutte le azioni intraprese non significheranno altro che uno spreco di soldi pubblici».
Dichiarazioni che hanno lasciato perplessi i consiglieri di minoranza, Davide Pieruccini e Lidia Perotti, che le hanno giudicate «tardive»: «Come "Cuorgnè C’è” siamo rimasti stupiti dalle dichiarazioni a favore del pronto soccorso H24 espresse dal sindaco di Cuorgnè l’altra sera all’auditorium della ex Manifattura durante l’incontro organizzato dai sindaci “Pro Area Ribes”. Da oltre un anno ci stiamo battendo per una impegnativa campagna di sensibilizzazione nel territorio canavesano, iniziata con la raccolta firme per la riapertura H24 del pronto soccorso di Cuorgnè e mai abbiamo trovato un sostegno esplicito da parte della giunta cuorgnatese. In fondo sono passati pochi mesi da quando, mentre consegnavamo le firme raccolte dei cittadini canavesani presso l’ufficio presidenza della Regione Piemonte, il sindaco di Cuorgnè presentava insieme al presidente Cirio e all’assessore Icardi l’apertura del punto di primo intervento H12».
«Non dimentichiamo le prese di posizione pro-apertura PPI in un consiglio comunale acceso e di difficile gestione con i gruppi di opposizione, non dimentichiamo le parole dell’ex-assessore alla sanità del Comune di Cuorgné, riferendosi alla petizione, dichiarava nel giugno 2022 che in essa ”si chiede la riapertura del Pronto Soccorso, quando è già stata svolta una gara in merito e siamo allo step successivo di ricerca degli ortopedici”, come a ritenere il percorso concluso e la riapertura imminente. Nessuna firma, nessuna partecipazione alle attività davanti all’Ospedale, chiari segnali di vicinanza alle politiche sanitarie della Regione – aggiungono Lidia Perotti e Davide Pieruccini - Certo, ultimamente qualcosa è cambiato, per strano caso in contemporanea all’imminente campagna elettorale per le elezioni regionali in Piemonte che sta ridisegnando le posizioni politiche nel territorio. Non esistono meriti, quella per il pronto soccorso e per l’Ospedale di Cuorgnè è una battaglia per tutti i cittadini e le cittadine dell’alto Canavese. Ma non sarebbe stato male se fossero state comprese prima le vane intenzioni della Regione e se non fossero state sminuite le istanze della partecipazione popolare? Certo, meglio tardi che mai, però vedere alcune figure ergersi a paladini del pronto soccorso aperto H24, considerando tutti questi trascorsi, sicuramente dà un effetto straniante. Cuorgnè c’è, noi ci siamo».








