
CUORGNE' - Il Ppi, il Punto di primo intervento, che aprirà ai primi di gennaio all'ospedale di Cuorgnè non sarà un pronto soccorso. Ed è scontro in Regione Piemonte sul nuovo reparto. Oggi il Partito Democratico, per voce del consigliere regionale canavesano Alberto Avetta, ha attaccato l'assessore alla sanità, Luigi Icardi.
«Delle due l’una: o l’assessore Icardi non ha ben chiara la differenza tra un PPI (punto di primo intervento) ed un vero pronto soccorso, oppure pensa che in Canavese crediamo ancora a Babbo Natale. Ritenendo improbabile la prima ipotesi, prendiamo atto che l’assessore Icardi sta menando il can per l’aia ben conoscendo le sue vere intenzioni. Il pronto soccorso di Cuorgnè è stato chiuso durante l’emergenza covid e non ha più riaperto nonostante servisse un’area molto ampia e frequentata anche da tanti turisti, con la conseguenza di riversare pazienti a Ivrea e Ciriè».
«La Giunta regionale ha sempre giustificato la mancata riapertura adducendo una carenza di personale, che peraltro non è mai stata colmata. Ora, a fronte di una mia interrogazione precisa e assai comprensibile - quando riaprirà il Pronto soccorso? - l’assessore Icardi finge di non capire e risponde "intrattenendoci" per l’ennesima volta sul fatto straordinario che a gennaio a Cuorgnè aprirà un PPI. Lo sapevamo già: Cirio e Icardi ce lo stanno raccontando da qualche settimana. Ma un PPI non è un pronto soccorso».
Avetta sottolinea che il Punto di primo intervento è un servizio «parziale, precario e del tutto insufficiente» che, a suo avviso, sta assumendo i connotati dell’esito definitivo, «con tutte le conseguenze in termini di peggioramento della qualità del servizio sanitario per il canavese occidentale. Le promesse di Cirio e Icardi non saranno mantenute».








