
CUORGNE' - Nessuna data per la riapertura del pronto soccorso di Cuorgnè. E a fine ottobre saranno due anni esatti di chiusura. L'ultima conferenza dei sindaci convocata con il direttore dell'Asl To4 l'altro pomeriggio a Ivrea non ha fatto luce sul futuro del pronto soccorso. Tanto che dall'amministrazione comunale di Cuorgnè arriva una dura presa di posizione. La sensazione è che dopo due anni di paziente attesa, la misura sia ormai colma.
«Dopo aver preso parte alla Conferenza dei Sindaci, apprendiamo che continua a mancare il personale ortopedico per la sala gessi e non ci sono ipotesi di date di riapertura del pronto soccorso nel breve - conferma l'assessore Elisa Troglia a nome dell'amministrazione di Cuorgnè - alla nostra domanda rispetto al personale infermieristico non è stata fornita alcuna certezza, anche per impossibilità di fare previsioni tra mesi. Troppe variabili. Certamente l’Azienda ha messo in atto i passaggi necessari per bandire gare e concorsi, ma dopo due anni di chiusura ed un anno di collaborazione nei confronti dell’Asl siamo sfiduciati sui risultati che vediamo, anzi che non vediamo. "Cercate voi gli ortopedici" è la risposta che emerge dalla Direzione. Ma per il nostro territorio è finito il tempo delle parole».
Il Comune ha ribadito che difficilmente cittadini, enti locali, consorzi, imprese potranno rassegnarsi a questa chiusura: «È vergognoso ed insostenibile che un’area che produce una buona percentuale del Pil piemontese venga abbandonata senza piani a lungo termine. L’efficienza di un servizio pubblico, in generale, non si può basare sul privato o sull’esternalizzazione. Esistono simboli e servizi territoriali che sono imprescindibili e sui quali occorre superare le soluzioni ordinarie per adottarne di straordinarie, se le prime non sono sufficienti o efficaci. Siamo consci delle difficoltà di reperimento del personale medico nelle zone disagiate ed infatti avevamo chiesto mesi fa un impegno politico regionale in merito: maggiori incentivi e valorizzazione ai professionisti che operano in zone disagiate. A tal fine, nel mese di luglio, ci siamo fatti promotori di un documento sottoscritto da 58 sindaci, dal consorzio socio-assistenziale e da diverse sigle sindacali che il nostro sindaco ha consegnato personalmente all’assessore Icardi e al direttore Scarpetta. Abbiamo chiesto un Piano strategico aziendale sul presidio di Cuorgnè, mancante negli ultimi dieci anni. La Regione ha invece affidato uno studio ad una società esterna per l’analisi dei fabbisogni sanitari del territorio».
Non sembra esserci via d'uscita nel breve periodo: «Siamo nuovamente di fronte ad altri mesi di attesa e non è più sostenibile. La Regione intervenga ora, non tra mesi, sul reperimento di ortopedici per garantire una apertura H24. In alternativa si assuma la responsabilità di far chiarezza sul futuro di questo Pronto Soccorso e dica una volta per tutte se è davvero in grado di riaprirlo definitivamente. Convocheremo un Consiglio comunale in merito e auspichiamo in tal senso che ci sia la massima condivisione di intenti da parte dei comuni limitrofi: la salute della comunità deve essere una priorità per tutti gli amministratori».








