CUORGNE' - Primi dubbi sull'apertura del Punto di Primo Intervento al posto del pronto soccorso

CUORGNE' - A meno di due mesi dall'apertura del Punto di Primo Intervento all'ospedale di Cuorgnè, servizio provvisorio al posto del pronto soccorso che resta purtroppo chiuso, iniziano ad emergere i primi dubbi sul funzionamento del nuovo reparto. Dubbi, sollevati da parte sindacale, relativi al personale. Per far funzionare il Punto di Primo Intervento, infatti, i medici arriveranno da una ditta esterna e gli infermieri verranno reperiti dal personale già in servizio. Secondo i sindacati, degli otto infermieri previsti, quattro saranno distaccati dalla geriatria, due dalla medicina e due dal day surgery. E non sono previste sostituzioni.

«Fin dalla chiusura del pronto soccorso di Cuorgnè abbiamo seguito attentamente i vari sviluppi che porteranno all'apertura del Ppi il prossimo 9 gennaio 2023 - dichiara Giuseppe Summa del Nursind - e in tutte le occasioni abbiamo sempre sottolineato come fosse prioritario riaprire in sicurezza. Quando lo scorso 27 ottobre, è stato comunicato dalla Regione Piemonte dell'apertura su 12 ore, abbiamo espresso subito alcune perplessità, che sono emerse anche durante l'ultimo incontro con i vertici dell'Asl To4. Una tra tutte, quella del nodo del personale. Infatti per poter ricollocare infermieri e Oss necessari, alcuni servizi del nosocomio cuorgnatese, senza assunzioni, si vedranno ridurre drasticamente il personale, arrivando anche a un solo infermiere per 25 pazienti nel turno notturno. Non possiamo accettare una tale situazione».

Per questo motivo il Nursind ha chiesto un incontro congiunto con Regione e Asl To4: «Chiediamo sicurezza per l'apertura del Ppi, ma non a discapito degli altri servizi. Inoltre resta da chiarire tutta la partita legata ai trasporti secondari e anche l'impatto che l'apertura avrà sugli ospedali spoke di Ivrea e Ciriè. E un momento delicato - prosegue Giuseppe Summa - l'apertura arriva a pochi giorni dalla scadenza di centinaia di lavoratori a tempo determinato e contratti somministrazione lavoro. Sul tema, proprio in questi giorni la Regione ha inviato alle aziende il potenziale aumento della spesa del personale, che per l'Asl To4 potrebbe essere insufficiente per il 2023. Questa azienda ha già pagato in passato con la vecchia Giunta, quando si è vista tagliare 10 milioni di euro. Non accetteremo altri bagni di sangue».