CUORGNE' - Personale carente, il pronto soccorso non riapre: «Sembrerebbe una barzelletta, invece è la triste realtà»

CUORGNE' - Personale carente, il pronto soccorso non riapre. Furenti i promotori della petizione online (firmata da quasi 2000 persone): «Sembrerebbe una barzelletta, invece è la triste realtà». Promotori che sottolineano: «Poco più di una settimana fa, la Asl To4 si dichiarava "pronta a riaprire con il massimo impegno, quando la regione avrebbe dato il via libera". Ecco, adesso che (forse spiazzandoli) il via libera è stato dato (e di questo rendiamo onore alla regione Piemonte) la stessa Asl To4 comunica che non è possibile riaprire in tempi celeri il pronto soccorso per carenza di personale. Una scusa? Forse. Una realtà legata alla disorganizzazione? Soprattutto».

«In fase di chiusura del presidio ospedaliero, a fine ottobre, sono bastati due semplici giorni per spostare senza alcun preavviso medici ed infermieri, organizzare locali, strumenti etc; viceversa, ora per riaprire, si va alle calende greche. E il personale dove è finito? Quello infermieristico è conservato (a parte il normale turn over), quello medico piange una carenza cronica di strutturati assunti dall'Asl e coperti ove possibile dalle cooperative esterne. Ma è giusto che la popolazione canavesana tutta e i turisti che in questi mesi estivi affolleranno le nostre montagne debbano pagare dazio della loro salute a causa di questi problemi gestionali/burocratici? Davvero una vita umana che può essere salvata con un intervento tempestivo vale questo?». 

Il sindaco Beppe Pezzetto, unico sindaco che in questi giorni si è fatto sentire, ha scritto anche l'altro ieri all'assessore regionale Icardi, «a nome di un territorio vasto e morfologicamente complesso come quello della zona omogenea dell’Alto Canavese» in merito alla chiusura del pronto soccorso di Cuorgnè. «Tutti ricordiamo i momenti di quella difficile scelta, l’abnegazione del personale sanitario, e la promessa di tornare quanto prima alla normalità valorizzando nuovi modelli organizzativi di sanità del territorio che questa pandemia ha ancor più dimostrato di essere quelli a tendere più adatti per una sanità pubblica. Tutti noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso è tempo che con la stessa celerità con cui si sono sospesi fondamentali servizi, tali servizi vengano ripristinati e valorizzati».

«Per questo motivo chiediamo di poter avere date certe sulla riapertura del Pronto Soccorso, sulla sua piena operatività nell’immediato e una programmazione concreta sulla valorizzazione nel prossimo futuro di un presidio di territorio fondamentale. E’ una richiesta non solo degli amministratori ma della gente delle nostre Valli e dei molti "ospiti" che confidiamo sceglieranno il nostro verde Canavese per trascorrere delle settimane in serenità a contatto con la natura in queste vacanza».