CUORGNE' - Beni confiscati, il Pd: «Abbiamo suonato la sveglia alla Regione»

CUORGNE' - Il futuro dei beni confiscati alla mafia in Piemonte, tra cui anche la villa e gli appartamenti di via Salgari a Cuorgnè, infiammano il dibattito politico a tutti i livelli. Dal PD arriva, infatti, un duro attacco alla Regione Piemonte in merito allo stanziamento dei fondi in aiuto dei Comuni per il loro riutilizzo. «E’ inammissibile che negli ultimi tre anni Regione Piemonte non abbia emanato il bando a sostegno dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e che solo un nostro intervento abbia risvegliato la Giunta dal suo torpore su un tema che dovrebbe essere, invece, prioritario». Lo denunciano i Consiglieri Regionali Domenico Rossi e Diego Sarno, a seguito dell’interrogazione che quest’ultimo ha presentato in Consiglio Regionale, accogliendo con sollievo le rassicurazioni dell’assessore Gabusi che ha annunciato la pubblicazione del bando entro fine anno.

«Gran parte dei beni confiscati sono attività commerciali, appartamenti, ville che necessitano di interventi consistenti per la ristrutturazione e la messa a norma prima dell’assegnazione per scopi sociali - spiegano i consiglieri Dem - E', inoltre, pratica diffusa da parte del detentore del bene di vandalizzare o comunque rendere il bene inagibile prima della confisca in modo da renderlo inutilizzabile senza un consistente investimento da parte dell’ente pubblico che decide di acquisirlo».

Secondo il Partito Democrativo, i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, se lasciati soli non hanno alcuna possibilità di acquisire e riqualificare il bene come nel caso del Comune di Cuorgné in riferimento alla villa del boss ‘ndranghetista Iaria. Proprio per questo sulla vicenda si è espressa anche Simona Appino, segretario del PD alto Canavese: «Siamo molto soddisfatti dell'impegno profuso dai nostri rappresentanti regionali Diego Sarno e Domenico Rossi. La legalità merita un' attenzione importante al pari di tante altre necessità del territorio, non dobbiamo mai dimenticarlo». «Ora vigileremo affinché la promessa raccolta oggi sia mantenuta e il bando venga pubblicato entro la fine dell’anno - concludono dai Dem - E’ fondamentale, infatti, non lasciare soli i comuni e fare in modo che questi immobili, una volta confiscati, siano davvero restituiti alla collettività rappresentando una testimonianza di legalità, giustizia e riscatto civile».