CUORGNE' - Pronto soccorso chiuso, scontro in Regione: «Sono anni che l'ospedale viene penalizzato»

CUORGNE’ - I temi scottanti del pronto soccorso ancora chiuso e la valorizzazione dell’ospedale di Cuorgnè approdano in Regione. Si infiamma il dibattito politico sul futuro del nosocomio canavesano. Dopo l'incontro di alcuni giorni fa con il sindaco di Cuorgnè, l'assessore regionale, Luigi Icardi, ha ribadito ieri, martedì 26 luglio 2022, in Consiglio regionale, la sua volontà di riaprire al più presto il servizio e di valorizzare il presidio.

«Una volontà che, però, da sola non basta a risolvere i problemi endemici di carenza di personale medico a livello nazionale e non solo regionale – spiegano dalla Regione - per reperire le risorse mancanti e favorire una piena operatività del nosocomio cuorgnatese, l'Asl ha intrapreso numerose iniziative, non ultime il concorso per medici specializzati in ortopedia e la manifestazione di interesse per la gestione della sala gessi. A queste azioni si aggiunge l'incentivo regionale che consente, a fronte di reali ma purtroppo scarse disponibilità, la retribuzione a 100 euro l'ora per le convenzioni a copertura dei turni di pronto soccorso tra le aziende sanitarie regionali». 

L'assessore ha infine ricordato che è in corso uno studio strategico, affidato ad una società specializzata, che, partendo da un'analisi complessiva dei bisogni di salute di tutto il territorio dell'Asl To4, delle fonti erogative sanitarie, della mobilità, della distribuzione e composizione della popolazione e di tutta una serie di parametri, definirà le proposte di valorizzazione dei vari presidi ospedalieri, con particolare attenzione alle strutture di Lanzo e Cuorgnè.

«Da troppo tempo siamo in attesa che la questione dell'ospedale di Cuorgnè venga affrontata interamente, pur consapevoli delle criticità nazionali legate alla carenza di personale sanitario medico - dichiara il capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi - non è più possibile attendere i tempi lunghi della generale riforma sanitaria. L'ospedale è afflitto da tali carenze da tempo perché è stato progressivamente depauperato di servizi sanitari fondamentali. Ora serve da parte della direzione generale dell’Asl To4 un piano strategico aziendale per il presidio. Per quale motivo l’azienda sanitaria ha delegato lo studio a Compagnia di San Paolo? Non dovrebbero essere in grado di farlo il direttore dell’Asl e il direttore sanitario e amministrativo?».

«Stiamo parlando di un’area considerata geograficamente disagiata, in cui il pronto soccorso è stato chiuso a ottobre del 2020 e mai più riaperto - prosegue Grimaldi - si può segnalare una situazione critica a livello nazionale, ma ricordo che in Regione Piemonte non esistono incentivi e possibilità di valorizzazione dei professionisti che operano in zone disagiate e ciò impedisce di creare opportunità di lavoro realmente attrattive per contrastare la fuga del personale».