
CUORGNE' - Polemiche e veleni nel corso dell'ultimo Consiglio comunale di Cuorgnè che si è chiuso parlando di ricorso in procura. «Merito» dell'interrogazione presentata dai Moderati di Danilo Armanni che hanno chiesto lumi al sindaco sugli ultimi due concorsi banditi dal Comune per assumere un dipendente dell'anagrafe e uno dell'ufficio scuola. Il gruppo di minoranza ha contestato la procedura seguita dagli uffici, le prove alle quali sono stati sottoposti i candidati e la graduatoria finale.
«La formazione della graduatoria con 22 persone abili, quindi con ampia possibilità di farsi assumere qui o in altri enti, dovrebbe indurre un serio esame da parte delle autorità competenti. Colpisce che questo doppio bando sia arrivato all'indomani delle elezioni amministrative». Secondo Armanni il Comune potrebbe almeno stralciare le graduatorie, in autotutela, per evitare possibili ricorsi.
«La graduatoria, così come è stata diffusa, è fuori logica. Ci sono state delle difformità rispetto al bando e sorgono seri dubbi sulla procedura. Non è possibile una graduatoria con 22 persone, vuol dire cercare di sistemare probabilmente delle situazioni che a monte non potevano essere sistemate diversamente. Tutto questo è indice di una situazione sottostante opaca che meriterebbe approfondiemnti dalle autorità preposte. Questa amministrazione ha agito nel solco di quella precedente». Dello stesso avviso il consigliere della Lega, Mauro Pianasso, che ha rincarato la dose sul «taglio» a sorpresa della prova di preselezione.
Parole che hanno mandato su tutte le furie il sindaco Giovanna Cresto: «Non abbiamo nulla da nascondere: la procedura è stata seguita interamente dagli uffici ed è una procedura iniziata dalla precedente amministrazione. Non siamo dei corrotti: non c'è stata la minima ingerenza da parte nostra. Non ci saremmo mai permessi di mettere il naso nei concorsi. Non accetto si metta in dubbio la nostra condotta e non accetto parole che ci diffamano. Io metto la mano sul fuoco per tutti qui dentro. Le verifiche dei capiservizio sono state fatte in piena autonomia. Se qualcuno ha qualcosa da ridire si rivolga alla procura».








