CUORGNE' - «Non sacrificate l'asilo nido comunale» - FOTO
Finisce con i ringraziamenti da una parte e dall’altra il consiglio comunale aperto sul futuro dell’asilo nido “Gli sbirulini”. Il Comune vuole privatizzare per contenere i costi. Genitori, insegnanti e i gruppi di minoranza si oppongono. Ma c’è anche un discorso di affetto, da parte dell’intera comunità di Cuorgnè sull’asilo nido comunale, come dimostrano le 700 firme raccolte dal comitato «Pro Sbirulini». Le parti, per il momento, sono ancora distanti. Nel senso che l’amministrazione comunale, per andare incontro alla richiesta primaria dei genitori, dovrà per forza di cose operare un clamoroso passo indietro.
 
In caso contrario l’auspicio è che si proceda aprendo un serio confronto con le famiglie. Quello che, fino al consiglio comunale dell’altra sera, è mancato. «Finalmente questa sera c'è stato un dibattito aperto e democratico tra cittadini e amministrazione – scrivono dal comitato subito dopo l’incontro - nell'attesa di ricevere le risposte alle richieste che sono state fatte vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e tutti coloro che con i loro interventi hanno dato un prezioso contributo. Ringraziamo anche i consiglieri di minoranza che, richiedendo il consiglio comunale aperto, hanno permesso che questa serata avvenisse. Ringraziamo molto il sindaco Pezzetto e la giunta per aver ascoltato le nostre richieste e dato risposte alle nostre domande. Un ringraziamento particolare va alla professoressa Braggio che ci ha ricordato come non troppo tempo fa si investiva con coraggio creando strutture di eccellenza. Speriamo vivamente che l'asilo nido comunale di Cuorgne possa restare una eccellenza del territorio».
 
Ma cosa chiedono mamme e papà? Il mantenimento dell’attuale struttura (maestre comprese) fino alla fine dell’anno scolastico perché sarebbe un trauma per i bimbi cambiare insegnanti. Soprassedere alla privatizzazione per cercare insieme soluzioni alternative. Partecipare alla stesura del bando qualora il Comune non trovasse altre vie di uscita. 
«Mi rendo conto che si tratti di una scelta impopolare – ha detto il sindaco Beppe Pezzetto – sarebbe stato più facile non affrontare il problema. Questa non è una scelta per il privato perché è meglio del pubblico. Purtroppo c’è una situazione che va affrontata: il Comune spende 8300 euro all'anno per bambino. Così non ce la facciamo è il comune deve tutelare tutti i cittadini».
 
L’amministrazione, tra l’altro, dopo una prima ipotesi che prevedeva l’esternalizzazione del servizio con cessione del personale comunale, ha già corretto il tiro, decidendo di trasferire mediante mobilità interna il personale in servizio ad altri servizi comunali (in accordo con le rappresentanze sindacali e con il personale coinvolto), e di indire una gara pubblica per l’individuazione di un gestore “privato” che utilizzerà i locali del Comune in locazione. Il bando di gara, per il momento, è in fase di studio. In ogni caso l’amministrazione si è presa una settimana di tempo per decidere il da farsi.