CUORGNE' - Morgando all'Anpi: «Non uso il mio ruolo di Dirigente Scolastico per fare politica»

Prosegue il confronto tra l'Anpi e l'ex presidente della sezione di Cuorgnè dell'associazione partigiani, Federico Morgando, oggi dirigente scolastico di numerose scuole dell'alto Canavese. Dopo la risposta dell'Anpi, Morgando ha scritto una suo pensiero «in risposta alle affermazioni contenute nella lettera dell'Anpi Provinciale a firma Sestero/Rizzi, di commento a quanto pubblicato in data 17 gennaio dal Quotidiano Canavese». Morgando ritiente sia opportuno precisare alcuni punti. Ecco la lettera del preside con le quattro risposte da parte dell'ex presidente cuorgnatese.

«Ben conosco le linee guida che hanno in passato contraddistinto il modo di agire dell'ANPI ai vari livelli, avendo come noto ricoperto il ruolo sia di Presidente della sezione  di Cuorgnè che di membro  del comitato Provinciale di Torino. Linea che ho condiviso proprio perché apartitica e super partes, non essendo titolare io allora come oggi di alcuna tessera di partito, linea che è stata abbandonata con la nascita di questo Governo, con il quale l'Anpi si trova in disaccordo, in modo anche clamoroso, quasi su tutto, arrivando anche  a dubitare che possa definirsi antifascista chi apprezza l'operato del ministro Salvini.

Mi sono dimesso dalle cariche in Anpi, pur essendo stato eletto alla unanimità, proprio per queste ragioni dopo il cambio dei vertici nazionali e provinciali e per questi motivi non ho rinnovato la tessera, vivendo con disagio personale questa situazione.

Il riferimento alle leggi razziali del 1938 nella lettera Sestero/Rizzi e il richiamo al ruolo dei Presidi che obbedirono alle richieste in esse contenute, al fine di offendere il mio ruolo istituzionale e lavorativo, è totalmente fuori luogo: prima di tutto perché il decreto sicurezza approvato da questo Parlamento si occupa di tutt'altri argomenti e non propone in alcun modo norme di persecuzione razziale o religiosa di sorta e qualsiasi confronto è quindi impossibile e inoltre all'epoca fu approvato in uno Stato totalitario nel quale il Parlamento di fatto non esisteva mentre oggi siamo in uno Stato di diritto e il Parlamento legifera in piena democrazia , inoltre la nostra Costituzione prevede tutta una serie di controlli e di contrappesi che impediscono la creazione di norme illegittime ( dal ruolo del Presidente della Repubblica a quello della Corte Costituzionale non presente nel passato Statuto Albertino).

Respingo con sdegno l'affermazione finale di Sestero / Rizzi nella quale si adombra la possibilità che utilizzi il mio ruolo di Dirigente Scolastico per fare politica in quanto a capo di scuole nelle quali peraltro gli studenti raggiungono al massimo l'età adolescenziale, quasi che fosse impedito a un Preside esprimere il proprio pensiero in quanto non allineato con i pensatori oggi al vertice Anpi. A questo proposito noto, ma è solo una coincidenza, che il Presidente Provinciale di Torino è una ex deputata di Rifondazione Comunista, il Presidente Nazionale è una ex deputata PCI poi senatrice Gruppo Comunista e poi PDS e, volando più basso, il Presidente di sezione di Cuorgnè fu candidato a sindaco di Cuorgnè e a consigliere provinciale nelle liste dei Comunisti Italiani senza mai essere eletto. Ma questo non vuole assolutamente dire che l'Anpi sia schierata con la sinistra, ci mancherebbe».