
Un non meglio specificato gruppo di anarchici e anarchiche ha deciso di utilizzare i muri di piazza Pinelli a Cuorgnè per attaccare gli Alpini. Gli stessi manifesti, lo scorso fine settimana, erano stati affissi anche a Pont Canavese, in occasione del carnevale. In entrambi i casi i Comuni sono immediatamente intervenuti per la rimozione dei volantini. Forse non è un caso se i presunti anarchici hanno scelto Cuorgnè, dopo le polemiche a distanza con Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo, per la sua battuta sui raduni degli Alpini (articoli sotto).
«Dietro l'amichevole facciata si nascondono militari che partecipano a quelle che sono vere e proprie guerre di aggressione - scrivono gli autori del manifesto non autorizzato - altro che missioni di pace o umanitarie come vorrebbero abituarci a chiamarle. Guerre nelle quali i vostri cari Alpini sparano, depredano, affamano e uccidono». E poi via con altre accuse contro il corpo militare, impegnato in missioni delle quali le popolazioni coinvolte «farebbero volentieri a meno». Il manifesto riporta anche un cappello alpino e un teschio, sotto la chiusura che invita a «fare a meno di loro, del cappello che indossano e dello Stato che rappresentano».
«Per quanto mi riguarda noi abbiamo avuto bisogno, ed abbiamo bisogno, degli Alpini sia qui che altrove - risponde il sindaco Beppe Pezzetto che ha fatto rimuovere i manifesti in piazza Pinelli - sono una realtà sempre pronta ad aiutare gratuitamente le nostre comunità e questo, per me, è più che sufficiente per stimarli e ringraziarli». In piazza Pinelli a Cuorgnè, città dove ha vissuto ed è morto nel 1916 il generale Perrucchetti, che del corpo degli Alpini è stato il fondatore, sono in funzione diverse telecamere di videosorveglianza.









