
Mentre le forze dell'ordine indagano sul letame cosparso a Salto, frazione di Cuorgnè, per boicottare la gara nazionale di parapendio (con lancio dal santuario di Santa Elisabetta, nel Comune di Colleretto Castelnuovo), il sindaco cuorgnatese Beppe Pezzetto si scusa con turisti e appassionati parapendisti che sabato si sono trovati l'amara sorpresa di atterrare nel letame. Tanto che la direzione della corsa ha dovuto spostare l'atterraggio a Priacco, dove, per fortuna, aveva affittato un terreno di riserva.
«Si tratta di rapporti tra privato e privato - dice il sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto - e quindi non entro nel merito della questione. Da un punto di vista più generale ritengo che gli sport outdoor siano, per il nostro territorio, un elemento di potenziale sviluppo e di ricadute economica. Un elemento sul quale, come amministrazioni pubbliche, cerchiamo di investire». Non c'è dubbio che il gesto provocatorio di una persona sola (l'agricoltore che ha sparso liquami e letame all'atterraggio dei parapendisti) rappresenti un danno d'immagine per tutto il Canavese.
«Quanto successo danneggia pesantemente l'immagine che stiamo cercando a fatica di vendere all'esterno - dice il sindaco di Cuorgnè - ed è anche per questo che mi sono scusato sui social network. Spero che in futuro possa prevalere il buonsenso tra tutti gli attori». Vista la presenza, sabato, di turisti provenienti da mezza Europa (oltre a 100 parapendisti in gara provenienti da tutta Italia), Pezzetto ha posto le sue scuse in lingua spagnola, tedesca e inglese.








