CUORGNE' - Il presidente della Regione, Cirio: «Massimo impegno per riaprire il pronto soccorso»

CUORGNE' - Visita del presidente della Regione, Alberto Cirio, questa mattina a Cuorgnè. E non solo per l'imminente appuntamento elettorale. Il governatore, dopo aver incontrato il sindaco Beppe Pezzetto al teatro di piazza Boetto, insieme al senatore Cesare Pianasso e al consigliere regionale Mauro Fava, si è recato all'ospedale per fare il punto della situazione sul pronto soccorso, ancora chiuso ormai da un anno. «Un passaggio qui non casuale - ha detto Cirio - a causa del Covid siamo stati costretti a ridurre alcuni servizi ma grazie alla campagna vaccinale ne stiamo uscendo. Non a caso siamo una delle regioni migliori d'Italia. Il pronto soccorso di Cuorgnè, come altri in Piemonte, è stato chiuso per far fronte all'emergenza».

Ora c'è il problema di quando aprirlo: «Questo presidio non riguarda solo Cuorgnè ma serve una zona molto ampia che comprende le vallate di montagna. E visto che il diritto alla salute è uguale per tutti, sia che si abiti in corso Francia a Torino sia che si abiti a Frassinetto, noi dobbiamo garantire a tutti uguali diritti. In questo caso riaprendo il servizio. L'Asl To4 proprio oggi modificherà l'atto aziendale per permetterci di assumere dei nuovi primari che verranno a svolgere questo tipo di servizio. Intanto il Dirmei della Regione sta lavorando per trovare una soluzione ancora più in fretta nell'attesa che ci sia il primario nuovo per trovare medici per il pronto soccorso di Cuorgnè».

Al momento è difficile fare previsioni. I bandi dell'Asl To4 per il nuovo primario scadono a febbraio. Quindi è auspicabile che, entro febbraio 2022, il pronto soccorso torni alla sua piena operatività. Se il Dirmei riuscirà nell'impresa di trovare nuovo personale, ovviamente, il reparto aprirà prima. «Questa non è una promessa elettorale - ha poi puntualizzato Cirio - ma un impegno ben preciso. Garantisco al sindaco, ringraziandolo per il lavoro che ha fatto durante l'emergenza, il mio impegno, così come quello del consigliere regionale Fava e del senatore Pianasso, per arrivare a garantire questo diritto alla salute a tutte le persone che abitano qui».

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