
CUORGNE' - Fine della campagna elettorale (si spera) a Cuorgnè, tempo di pagellone semiserio anche per stemperare un po' gli animi. Sui social, infatti, dopo gli schiaffoni volati prima delle urne, anche nelle ore successive alla proclamazione di Giovanna Cresto sindaco si sono sprecati i post polemici. Con tanto di barattoli di Gaviscon e altri medicinali a tema... E' stata una campagna elettorale combattuta proprio sui social, tra una scorrettezza e l'altra: e infatti 4 cuorgnatesi su 10 sono rimasti a casa, 7 su 10 non hanno votato per il sindaco che ha vinto... Numeri che fanno riflettere. Ecco il pagellone post-voto... Se vi offendete facilmente, potete fare uso di Gaviscon...
GIOVANNA CRESTO 8,5 – Primo sindaco donna nella storia della città. Come Giovanna... D'Arco ha avuto una visione: il gruppo prima di tutto. Per la sua squadra ha detto «no» ai partiti, agli apparentamenti facili, alle candidature imposte dall’alto e, sullo slancio, secondo i rumors dei soliti ben informati, anche alla panchina della Juventus poi finita ad Allegri. E’ partita per prima, ha tenuto il timone dritto nella tempesta ed è arrivata per prima. Roba che Paul Cayard e Luna Rossa levate... #Condottiera.
DAVIDE PIERUCCINI 7 – La classe operaia quasi va in paradiso. Uscito dai blocchi di partenza per ultimo, con i suoi fedelissimi ha battuto palmo a palmo Cuorgnè e frazioni. Circondato da più avvocati che Berlusconi, si è smarcato e ha imbastito una rimonta entusiasmante nonostante sembrasse spacciato sin da subito. Un sogno svanito solo nella volata al fotofinish quando si è piantato come il palo davanti alla panchina di via Brigate. #Indomito.
MAURO PIANASSO 5 – Gli hanno affidato il volante del carroccio all’improvviso e lui da esperto e talentuoso trialista ha provato subito a cambiare marcia rimettendolo in corsa. Missione compiuta a metà. Radio elezioni annunciava la vittoria di Giancarlo Vacca Cavalot e lui ha guidato il gruppo al sorpasso dell’ex sindaco: 493 voti a 473 di preferenza, ma l’incomprensione gli è stata fatale. #Maidellapartita.
DANILO ARMANNI 6 – Non è riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di «eterno secondo» delle amministrative cuorgnatesi. Con l’esecutivo uscente ridotto a uno spezzatino, che Bastianich avrebbe bocciato pesantemente, l’occasione per sedersi al tavolo dei vincitori era ghiotta. Indigesto gli fu l’astensionismo e non gli è bastato il successo nella roccaforte di Salto per salire sul gradino più alto del podio. #Moderatomanontroppo.
LIDIA PEROTTI 7 – Nell’elezione che sancisce la storica svolta rosa, la giovane Lidia certifica il «Girl Power» aggiudicandosi il titolo di Miss Preferenza con 280 voti. Ha fatto tesoro delle esperienze amministrative del papà, Roberto, e candidata nella lista di Pieruccini ha lavorato sodo con serietà e determinazione per meritarsi il ruolo di consigliere. #Buonsanguenonmente.
GIANCARLO VACCA CAVALOT 4,5 - Terza sconfitta di fila (anche se stavolta è rimasto nelle retrovie), roba che altrove ti costa l'esonero. In cinque anni ha perso quasi 800 voti. Sognava di fare il vicesindaco (forse) si accontenterà di fare il vicecapogruppo di minoranza. Ironia della sorte: è il più votato ma perde lo stesso. Serve altro per uscire di scena? #Allaporta.
BEPPE PEZZETTO SV - Ectoplasmatico negli ultimi mesi ha preferito non scendere in campo se non per puntualizzare che la lista della Cresto non rappresentava la continuità alla sua amministrazione... La scelta dell'erede, forse, andava fatta ma con netto anticipo per evitare che la deflagrazione della sua squadra riconsegnasse la città alla cosiddetta «restaurazione» di Cavalot. Ha corso un bel rischio... Avesse vinto Armanni avremmo avuto il titolo facile: #colpadipezzetto.
CUORGNE' AL CENTRO 7 - La lista della Cresto, data per vincente sicura fino a due mesi dalle elezioni, ha rischiato grossissimo e l'ha spuntata per un pelo. Per fortuna c'era Vanni Crisapulli (voto 8) che, da solo, ha preso il 21,5% delle preferenze. Ha più che doppiato persino Lino Giacoma Rosa (voto 6) manco fosse il referendum per scegliere tra Repubblica e Monarchia...
MODERATI E INDIPENDENTI 5,5 - Cavalot è il più votato (e da solo vale il 34% del totale), complessivamente la lista porta a casa più preferenze del gruppo Cresto ma, alla fine, vincono gli altri. E' mancato qualcosa, forse una più assidua presenza in città (nei mercati del giovedi, ad esempio). Strategia da rivedere...
CUORGNE' C'E' 6 - La squadra con l'età media più bassa è rimasta in corsa (quasi) fino all'ultimo ma, probabilmente, ha pagato dazio proprio nella scelta di volti (troppo) nuovi. Però è la base di partenza per costruire qualcosa di buono a patto che nei prossimi cinque anni non si butti via tutto e non si pecchi di impazienza come l'Inter di Moratti.
IL CAMBIAMENTO CHE ASPETTAVI 5 - Ha rispettato il pronostico. Chiusa di corsa con alcuni candidati residenti altrove ha pagato la scelta della Lega di sostenere Giovanna Cresto per mesi, prima di un dietrofront che l'elettorato proprio non ha compreso. Doveva essere espressione del centrodestra che, solo un anno fa, stravinceva ovunque a mani basse. Alla fine le sono rimasti in dote appena 493 voti... «Il cambiamento che aspettavi» i cuorgnatesti lo aspetteranno ancora...








