CUORGNE' - I sindaci: «Riaprite subito il pronto soccorso 24 ore su 24». Da settimane silenzio assordante di Regione e Asl To4

CUORGNE' - Tutti i 46 sindaci del Canavese Occidentale chiedono la riapertura immediata del pronto soccorso di Cuorgnè. Il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, a nome e in rappresentanza di tutti i colleghi della zona, ha scritto una lettera all'assessore regionale alla sanità, Luigi Icardi, e al direttore generale dell'Asl To4, Stefano Scarpetta. Anche a fronte del silenzio di Regione e Asl sulla mancata riapertura del pronto soccorso. Silenzio assordante, va sottolineato, dopo la ridda di comunicati stampa di qualche mese fa sulla sanità locale...

«Il presidio di Cuorgnè riveste per 85 mila abitanti un'importante funzione di supporto sanitario per popolazioni ad alto indice di senilità con la fondamentale attività di primo intervento e di stabilizzazione delle emergenze locali - scrive Rostagno (che è anche medico quindi conosce benissimo l'argomento) - la struttura ospedaliera, dopo aver supportato le esigenze di un territorio ben più esteso di quello canavesano con la trasformazione in ospedale Covid, dovrebbe ora ritrovare una collocazione operativa. Dovrebbe quindi riprendere a gestire le emergenze come in passato».

Da qui la richiesta di riaprire il reparto di pronto soccorso: «Un reparto aperto H24, eventualmente con forme organizzative diverse, tali da comprendere la collaborazione della medicina territoriale, dei servizi infermiersitici distribuiti ed una più organica cooperazione con le altre sedi ospedaliere di Ivrea, Chivasso e Ciriè», sottolinea Rostagno. L'obiettivo è quello di poter gestire in questo modo la carenza di personale lamentata dall'Asl To4, ostacolo insormontabile (al momento). 

«I sindaci dei Comuni del Canavese occidentale, in quanto autorità sanitarie locali, chiedono di essere ricevuti per testimoniare collegialmente le esigenze sanitarie del territorio con la riapertura del pronto soccorso di Cuorgnè, obiettivo prioritario per la salvaguardia delle salute delle nostre popolazioni». Ora vedremo se Regione e Asl avranno tempo e voglia di ascoltare i sindaci. Fin qui gli appelli arrivati dal territorio sono rimasti lettera morta.