
CUORGNE' - Si può vivere dieci anni portandosi sulle spalle un'accusa di un omicidio e ringraziare per quello che è si ė vissuto senza rinfacciare quanto patito, camminando sempre a testa alta? A questa domanda hanno risposto due uomini, due militari che domenica 10 aprile hanno incontrato un folto pubblico alla Manifattura di Cuorgné.
Sono Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due militari arrestati nel lontano 2012 con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani. Su tale fatto i due fanti di marina (o marò, come li chiamano alcuni) non dicono nulla. Lasciano che a parlare siano le motivazioni riportate dal giudice Sabella il 31 gennaio scorso nell'archiviazione del procedimento. I due soldati parlano invece della loro esperienza, della preparazione richiesta nel fare i militari in zone di combattimento (entrambi hanno compiuto varie missioni in mare e in terra, anche in Afghanistan dove hanno conosciuto Toni Capuozzo, giornalista di guerra, intervenuto all'incontro in video collegamento anziché in presenza a causa del covid). Ricordano la capacità di scherzare in prigione, il loro attaccamento alla divisa, la tristezza di dover lasciare le loro famiglie per rientrare in India in attesa di un processo che non terminava mai.
Come ha ricordato il sindaco di Cuorgné, Giovanna Cresto, nel rispondere alle polemiche sul patrocinio all'incontro, «per giudicare occorre conoscere, occorre sentire chi c'era sulla Lexie quel 15 febbraio 2012». Proprio per questo motivo erano tantissime le persone nel salone e tanti sono stati gli applausi ai due fucilieri e alle loro mogli, anch'esse intervenute, perché, come fatto notare dal moderatore Pietro Borghesio, presidente dell'Associazione Paracadutisti del Canavese, a fianco di ogni grande uomo c'è sempre una grande donna.
I militari hanno ricordato che un soldato deve sapersi far rispettare ma deve rispettare, si deve addestrare per poter difendere i più deboli dai più forti e che non c'è gioia più grande nel vedere il sorriso di un bambino (afgano o bosniaco o di qualsiasi altra parte del mondo), in un contesto di guerra o di povertà, quando riceve una caramella o un pezzo di cioccolato. D'altra parte non può però dimenticare i compleanni dei figli o gli anniversari di matrimonio perduti perché rinchiuso in un carcere. Durante l'incontro non si ė fatto cenno al fatto che pochi giorni fa, nel mare antistante la Guinea, alcuni marò della fregata Rizzo hanno liberato dai pirati l'equipaggio della nave mercantile «Arch Gabriel»: quant'è vero che un albero che cresce fa molto meno rumore di quando ne cade uno, soprattutto se cade, come nel caso di Girone e Latorre, per motivazioni legate a giochi di potere o alle elezioni presidenziali indiane.
A titolo di cronaca, ricordiamo la presenza all'incontro, oltre del sindaco Cresto, del consigliere regionale Mauro Fava, del sindaco di Rocca Canavese, Alessandro Lajolo, che ha dato la cittadinanza onoraria a Massimiliano Latorre, delle rappresentanze della brigata Taurinense, dell'Arma dei carabinieri e dei Vigili del Fuoco, delle associazioni d'arma del territorio e di Graziella Quattrocchi, sorella di Fabrizio, ucciso in Iraq nel 2004. (P.r.)












