CUORGNE' - Domenica il ricordo dei partigiani caduti a Voira e Pedaggio

CUORGNE' - Ricorre quest’anno il 76° anniversario dei tragici episodi di località Pedaggio e Voira. Episodi che, insieme a tanti altri hanno segnato la Resistenza nel Canavese. Gli episodi riguardano quello del 29 giugno 1944, quando in seguito all’attacco alla caserma Pinelli portato avanti dalle truppe partigiane, le stesse vennero attaccate sulla via del ritorno da un commando della decima mas in località Pedaggio.

Vennero uccisi il comandante Italo Rossi, di Casale Monferrato, Ruffatti Sebastiano di 22 di Salto, vice comandante di brigata oltre ai partigiani Beltramo Quarto di 30 anni di Salto, Malano Giovanni Battista di 22 anni di Borgiallo, Perono Borella Francesco di 33 anni di Salto, Perono Garoffo Ludovico di 23 anni di Salto; Reggino Alessio di 29 anni di Salto e Viano Domenico, 22 anni di Rivarolo. A questa sanguinosa esecuzione riuscì a salvarsi Ettore Giacoletto, conosciuto a tutti con il suo nome di battaglia Rabain, la cui storia venne raccontata nel dvd documentario “Rabain, avevamo già 22 anni”. 

Il secondo episodio che viene ricordato è quello della battaglia di Voira, avvenuta il 10 luglio del 1944, per evitare la conquista di Pont, città all’epoca libera, da parte delle truppe nazi fasciste: durante la battaglia persero la vita Albano Lorenzo di 27 anni di Chivasso, Barettini Giacomo di 20 anni di Cuorgnè, Peno Aldo di 22 di Cuorgnè, De Maria Aldo di 18 di Cuorgnè, Valenzano Pierino di Volpiano di 20 anni ed infine Configliacco Bausano Oreste di 20 anni, da Pont. 

«Quest’anno purtoppo, a causa delle giuste disposizioni anti Covid, non è possibile riservare il giusto tributo alle vittime di questi episodi, con le ommemorazioni che ogni anno si tenevano - fanno sapere dall'Anpi di Cuorgnè - l'associazione come sempre si impegna per tenere vivo il ricordo di questi episodi, consapevole però che occorre uno sforzo comune di cittadini ed istituzioni affinché la memoria storica non si disperda e, cosa ancora più importante, non venga distorta dalle sempre più numerose frange più o meno estremiste presenti oggi in Italia».