
CUORGNE’ - Un gesto forte di solidarietà nel momento del bisogno. Un’iniziativa che è un impegno concreto che riempie il cuore e porta un messaggio importante. Sull’onda lunga di un movimento spontaneo partito dalla Toscana ed esteso rapidamente in tutta Italia, le parole «Digiuno contro il genocidio a Gaza» messe nero su bianco sopra dei fogli A4 mostrati con orgoglio da medici e infermieri italiani hanno fatto centro.
Oggi, 28 agosto 2025, anche tanti operatori sanitari del Canavese hanno partecipato alla giornata nazionale di digiuno per Gaza promossa dalla rete #digiunogaza, da Sanitari per Gaza e dalla campagna Bds «Teva? No grazie» per il boicottaggio alla multinazionale farmaceutica israeliana. La mobilitazione, che punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione umanitaria lungo la Striscia, ha fatto tappa anche all’ospedale di Cuorgnè, dove dottori e infermieri e infermiere si sono dati appuntamento all’ingresso dell’ospedale civico per un breve ma significativo flash-mob.
Non vogliono più tacere di fronte alla tragedia di Gaza, dove, dopo 21 mesi di guerra, sono oltre 60.000 le vittime, tra cui moltissimi bambini e (dati Oms) più di 1400 operatori sanitari. «Tutto è nato alla fine di luglio. Abbiamo avuto un’adesione che è andata esponenzialmente in crescendo – spiega Moreno Festuccia, medico di medicina generale, che insieme a Stefania Cecere, infermiera, coordina l’iniziativa per Piemonte e Valle d'Aosta - Quasi come se ci fosse un sentimento così condiviso e diffuso che è stato semplicissimo accendere questo desiderio di partecipazione negli operatori sanitari. Abbiamo avuto migliaia di iscritti, che hanno poi postato la foto sui propri social con l’hashtag #digiunogaza. Siamo molto contenti della risposta avuta. Questo ci unisce a livello di comunità di persone che rifiutano l’odio e la violenza, come sottolinea la bellissima lettera che ci ha scritto Don Ciotti».
«Questo digiuno è una forma di solidarietà e anche di condivisione per quello che stanno vivendo i nostri colleghi che operano a Gaza. E’ soprattutto il frutto di una sensazione quasi fisica che noi abbiamo di dover far qualcosa per interrompere questo genocidio – aggiunge Moreno Festuccia – tutti gli ospedali del Canavese e del Piemonte hanno fatto la loro parte, partecipando a questa giornata nazionale. La nostra regione è una di quelle con la partecipazione più grande. Speriamo serva per ottenere quanto richiesto: in primis al Governo di sospendere immediatamente accordi militari e fornitura di armi ad Israele e di chiedere con urgenza il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per aiuti alimentari e sanitari alla popolazione di Gaza allo stremo delle forze».
«Oggi, abbiamo dato un segnale forte. Il passaggio successivo sarà quello di proporre alle aziende e istituzioni sanitarie, agli assessorati regionali, agli ordini professionali, alle società scientifiche, alle università e ai centri di ricerca di adottare formalmente una dichiarazione-delibera volta a riconoscere cosa sta accadendo a Gaza e a contrastare attivamente e prendere le distanze in tutti i modi possibili da qualsiasi Nazione che si macchi di un crimine internazionale come quello del genocidio».












