CUORGNE' - Commemorati i partigiani uccisi al Pedaggio e Voira - FOTO

CUORGNE’ - Si è tenuta sabato 29 giugno 2024 la commemorazione degli otto partigiani uccisi in località Pedaggio uccisi 80 anni fa, il 29 giugno 1944: il comandante Italo Rossi, i partigiani Ruffatto Sebastiano, Beltramo Quarto, Malano Giovanni, Perono Borella Francesco, Perono Garoffo Ludovico, Reggino Alessio, Viano Domenico. Grazie all’iniziativa, che ha fatto tappa anche in municipio ed è stata promossa e organizzata dal Comune e dalla sezione di Cuorgnè dell’Anpi, sono stati ricordati anche i caduti di località Voira uccisi il 10 luglio 1944: Albano Lorenzo, Barettini Giacomo, Peno Aldo, De Maria Aldo, Valenzano Pierino, Configliacco Oreste e i civili Giuseppe Niedda, Gamerro Giacomo e Formento Michele.

«Questi che ricordiamo oggi, sono solo due dei tanti avvenimenti che hanno caratterizzato la lotta per la Resistenza delle nostre valli e il nostro comune di Cuorgnè, medaglia d’argento al valore militare nella lotta di liberazione. ll periodo che va dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 è stato uno dei periodi più tragici della storia italiana, in quanto fu l'epilogo di quella guerra in cui il fascismo ci aveva sciaguratamente trascinato. La Resistenza pertanto fu una scelta: una somma di atti di coraggio, di generosità, di imprese ardimentose, di impegno tenace, di dedizione agli ideali in cui ciascuno credeva. Fu portatrice di una carica innovatrice tesa a gettare le basi di una società più libera e più giusta: ecco perchè deve essere sempre e costantemente celebrata e ricordata – spiegano dall’amministrazione comunale di Cuorgnè - È la base della nostra democrazia. In questo periodo storico dove in molte parti del mondo ci sono conflitti, la lezione che ci ha lasciato la Resistenza italiana, è lezione di responsabilità civile».

«Essere cittadini liberati significa non essere mai indifferenti alle ingiustizie ma essere sempre capaci di un pensiero critico, significa sostenere sempre la pace, sempre e ovunque. Il popolo e la repubblica italiana si fonda su questi valori e spetta a noi portarli sempre vivi nella nostra memoria e tramandarli. Continuiamo quindi a commemorare questi partigiani che ci hanno reso liberi e raccontiamo la storia della resistenza all’aperto, nelle nostre case, con le nostre famiglie, narriamo la storia di tante donne e bambini che raccoglievano i messaggi lasciati cadere dai carri dei deportati, i racconti delle staffette partigiane, portiamo i nostri figli nei luoghi in cui si è vissuta la resistenza, affinché tutte le generazioni siano consapevoli e si ritrovino unite nell’impegno di difendere e riaffermare quotidianamente, con coraggio, i valori della Resistenza».