CUORGNE' - Commemorati i sette giovani martiri uccisi nel dicembre 1944

CUORGNE' - Questa mattina, nel rispetto delle normative anti covid, l'amministrazione comunale ha comunque sentito il dovere di non dimenticare il sacrificio di quei giovani martiri che diedero la loro vita per la libertà. Così, con queste poche ma significative parole, il sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, insieme ad Aldo Fenoglio in rappresentanza dell’Anpi, ha deposto una corona al monumento dei sette martiri fucilati in quel luogo nel dicembre del 1944. Oltre al gonfalone della Città di Cuorgnè e al comandante della Polizia Municipale Linuccia Amore, erano presenti la rappresentanza degli Alpini, l’Assessore Davide Pieruccini e i consiglieri Sabrina Mannarino e Vanni Crisapulli.

Il 10 dicembre 1944 un distaccamento partigiano, accantonato alla frazione Gatto di San Martino nel Canavese in attesa di ordini per la pianurizzazione, viene catturato su delazione. Le due sentinelle vengono uccise, ventisei partigiani sono catturati e portati a Cuorgnè dove vengono torturati per giorni. Il 14 nel tardo pomeriggio sette di questi vengono prelevati dalle celle e condotti su un camion a San Rocco dove un plotone di esecuzione composto da russi comandati da un tenente tedesco li fucila. Poi vengono sepolti in una fossa, lì vicino. Il giorno 19, ad Aré, nei pressi di Caluso, ne vengono fucilati altri cinque. Gli altri dodici catturati sono deportati in Germania, da dove solo due faranno ritorno.

Le vittime di Cuorgnè: Bonaveri Giovanni, Costa Giulio, Elli Renzo, Paccotti Alberto, Pavesi Alberto, Ruffatto Giovanni, Coccocetta Giovanni.