CUORGNE' - Chiude (ancora una volta) il bocciodromo di via Braggio: diventerà una palestra?

Viaggia spedito verso l'ennesima chiusura il bocciodromo di Cuorgnè. L'impianto sportivo, entro la fine dell'anno, perderà il gestore e rimarrà, ancora una volta, una cattedrale nel deserto. La posa del primo mattone risale al 1990, poco dopo le «notti magiche» dei mondiali di calcio. Cuorgnè riceve dal Coni fondi per le strutture sportive. Dopo aver presentato il progetto, il Comune incassa 1 miliardo e 170 milioni di lire per costruire un palasport. L’impresa che ha vinto l'appalto fallisce e dopo l’alluvione del 2000, il terreno viene riclassificato a «rischio inondazione». Non ci sono i parametri per dedicare la struttura a certe discipline, così il Comune vira sulle bocce.

Gli attuali gestori, con grande impegno, hanno tentato l’impossibile: rilanciare l’edificio di via Braggio con la «petanque» (una variante francese delle bocce). Prima partita settembre 2015. Nel giro di due anni, però, l’aumento delle spese (a partire dall’affitto) ha stroncato i sogni di gloria. E con la chiusura del ristorante-bar è arrivata l’ultima mazzata. «I gestori ci hanno comunicato la loro intenzione di lasciare l’impianto entro la fine dell’anno», conferma l’assessore allo sport, Davide Pieruccini.

«Abbiamo tentato di valorizzare la struttura con le bocce – dice l’assessore – ma non ci siamo riusciti. E’ ovvio che, ora, dobbiamo pensare ad una soluzione diversa». Ovvero far tornare il bocciodromo al progetto originale, quello di una palestra multi-sport. «Servono però nuove risorse - spiega Pieruccini - l’obiettivo è quello di ridare questo palasport alla cittadinanza il prima possibile. Anche perchè le associazioni della città ne avrebbero in gran bisogno».