CUORGNE' - Beni confiscati alla mafia, presa di posizione del Prefetto: il Comune ci ripensa e apre all'acquisizione

CUORGNE’ - Ci sono novità importanti sul futuro della villa e degli appartamenti di via Salgari confiscati a Giovanni Iaria, l'ex assessore in quota Psi, arrestato e condannato in primo grado, prima del suo decesso, per 'ndrangheta nell'ambito dell'operazione Minotauro. Si prospetta, infatti, un «dietrofront» dell’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Giovanna Cresto, che inizialmente si era espressa in Consiglio per il «no«» all’acquisizione dei beni.  Decisiva in questo senso  la Conferenza di Servizi, svolta ieri, mercoledì 17 novembre 2021, alla quale erano presenti, oltre ai rappresentati dell’Agenzia del Demanio e degli enti locali interessati, il Prefetto di Torino Raffaele Ruberto, l’Assessore regionale Marrone, il vice sindaco della Città Metropolitana Montà ed il vice sindaco di Torino Favaro.

A darne notizia con un comunicato stampa ad hoc è la stessa prima cittadina cuorgnatese: «Ho ribadito le difficoltà di ordine finanziario e progettuali-organizzative già espresse nella conferenza preliminare e nel Consiglio, evidenziando che i termini molto stretti imposti dall’Agenzia per rendere la manifestazione di interesse non avevano neppure consentito di assumere, in modo serio e responsabile, decisioni diverse, soprattutto alla luce del fatto che era stato effettuato un solo sopralluogo negli immobili. A ciò si aggiungeva il fatto che, a distanza di oltre quattro anni dal provvedimento conclusivo del procedimento di confisca, l’amministrazione non era più stata in alcun modo interpellata al fine di valutare i possibili riutilizzi degli immobili».

Il Prefetto ha quindi invitato il sindaco Cresto a voler valutare una strada nuova che consentisse al Comune di acquisire gli immobili senza che ciò costituisca un aggravio insostenibile per le casse municipali. «Il Prefetto si è impegnato personalmente a porre in essere azioni di ricerca dei possibili fondi con cui realizzare le opere necessarie per la riconversione degli immobili a fini sociali / istituzionali ed altresì a proporre in un’ottica di condivisione e collaborazione possibili progetti di utilizzo – spiega Giovanna Cresto - Il tutto al fine di evitare che il comune di Cuorgnè, al pari di quelli che avevano declinato l’invito ad acquisire i beni, si “chiamasse fuori” in modo definitivo. Il Prefetto ha proposto di organizzare degli incontri in presenza dedicati ai singoli comuni, con la partecipazione dell’Agenzia, proprio al fine di valutare insieme ogni possibile alternativa che consenta agli enti locali di acquisire i beni confiscati. Naturalmente a fronte dell’accorato appello formulato dal Prefetto ho manifestato la disponibilità ad intervenire a detti incontri al fine di valutare, congiuntamente a Prefetto, Agenzia e Demanio, le soluzioni eventualmente perseguibili nell’interesse della collettività. Il Comune è un’appendice dello Stato, la più piccola ma sicuramente la più vicina al cittadino, e per questo merita di sentirsi parte dello Stato, attraverso azioni concrete delle Amministrazioni Superiori. La presa di posizione del Prefetto apre la porta a nuovi scenari anche per Cuorgné e, se effettivamente si avrà modo di superare le difficoltà economiche ed organizzative sovra descritte, si potrà legittimamente tornare sulla decisione assunta».