CUORGNE' - Un nuovo futuro per l'area ex Salesiani

CUORGNE’ - Un luogo storico e caro a tanti cuorgnatesi e canavesani. L’amministrazione comunale della città delle due torri è al lavoro per intercettare i fondi dei bandi del Pnrr e riqualificare l’area dell’Ex Salesiani trasformandola in un «polo innovativo di aggregazione sociale».

«Il Collegio Salesiano Giusto Morgando - racconta il sindaco Giovanna Cresto - ha operato per oltre un secolo nell’ambito della formazione dei giovani canavesani e non, offrendo un supporto fondamentale alle famiglie e reali possibilità di un futuro a migliaia di giovani. Attualmente la struttura non è destinata ad un utilizzo specifico ma ospita in una piccola porzione un Centro Diurno per disabili ultraquattordicenni e il servizio di educativa territoriale minori e disabili gestiti rispettivamente dalla cooperativa Alce Rosso e Andirivieni. In un’altra porzione, recentemente ristrutturata, ospiterà, temporaneamente, le scuole medie, nelle more della costruzione della nuova scuola. L’amministrazione ritiene l’Ex Collegio Salesiano di importanza strategica per la città e sta mettendo in campo tutte le azioni possibili per restituirlo alla comunità valendosi delle straordinarie ed irripetibili opportunità offerte dai bandi del Pnrr, in modo tale da non gravare sulle casse comunali. Il tutto nell’ottica di ridare vita ad una struttura che per decenni è stato un punto di riferimento e di crescita dell’intero territorio canavesano, un ricordo, quello dei “salesiani”, ancora vivo e profondamente radicato in Cuorgnè e nei paesi vicini».

«Con Decreto del Sindaco Metropolitano e allegato Disciplinare del 17/01/2022, è stato pubblicato il bando “Ripartizione delle risorse assegnate alla Città Metropolitana di Torino a valere sulle risorse del Pnrr, “Piani Integrati di Rigenerazione Urbana - Missione 5 Componente 2 - Investimento 2.2. finalizzato all’assegnazione di finanziamenti per interventi di rigenerazione urbana nel settore delle infrastrutture sociali – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica, l’architetto Lara Calanni Pileri - La modalità di partecipazione dei Comuni prevedeva tempistiche serratissime, la prima già il 26 gennaio scorso, quando abbiamo inviato la proposta progettuale descrittiva per un importo pari a 5 milioni e mezzo di euro di lavori e interventi immateriali. Positivamente valutata dalla commissione tecnica, abbiamo inviato lo studio di fattibilità a fine febbraio ed entro il 16 marzo la Città Metropolitana invierà al Ministero anche il progetto da noi candidato che abbiamo dovuto ridimensionare a 3 milioni su richiesta del proponente capofila.

Il progetto mira a rafforzare la comunità educante territoriale, composta da famiglie, scuola, soggetti pubblici e associazioni attive sul territorio che riconoscono la scuola e i suoi spazi esterni come un presidio educativo e aggregativo duraturo di cui prendersi cura in continuità con i progetti già in atto. Il progetto complesso ha un duplice obiettivo: la riqualificazione di uno spazio in disuso con la ristrutturazione dello spazio dedito al Centro diurno e la rivitalizzazione di un luogo “fisico” che si pone come spazio aperto e multiculturale, di incrocio, di incontro, di scambio di attività e persone, un luogo che potrà diventare un polo permanente per la progettazione e la realizzazione di attività sociali e culturali che coinvolgano cittadini, operatori, associazioni».

L'assessore alle Politiche sociali, la dottoressa Elisa Troglia, aggiunge: «Questo progetto genererà un centro di aggregazione finalizzato all’integrazione sociale in stretto collegamento con il servizio sociale, con la rete dei servizi territoriali e con le agenzie pubbliche e private culturali, formative e di socializzazione. L’organizzazione delle attività previste, ha lo scopo di favorire il benessere psicofisico del cittadino, di migliorare la sua qualità di vita e di prevenire il disagio e il rischio di emarginazione. In tal senso, risulta fondamentale creare quindi uno spazio di incontro e di dialogo tra persone che possono presentare vulnerabilità e cittadini di ogni età,  in cui la parola inclusione divenga concretamente "un senso di appartenenza a qualcosa, sia esso un gruppo di persone o un’istituzione, e di accoglienza".  L'abbattimento delle barriere fisiche e la creazione di luoghi condivisi permette di combattere l'emarginazione e lo stigma che ancora oggi colpisce duramente le fasce più fragili. Creare uno spazio in cui non venga evidenziata la diversità ma valorizzata l'unicità di chi ne beneficia come obiettivo primario e innovativo del progetto».