COVID - «Il Piemonte rischia di non poter allestire centinaia di posti letto contro il covid»

TORINO - Allarme dal Consiglio regionale sulla seconda ondata di casi covid. Il presidente del gruppo Lega, Alberto Preioni, ha lanciato l’allarme sull’iter per il potenziamento delle terapie intensive piemontesi, necessario a fronteggiare la seconda ondata dell’epidemia. «Abbiamo purtroppo scoperto – sottolinea il presidente Preioni con gli altri consiglieri del carroccio – come la struttura centrale che fa capo al commissario Domenico Arcuri non abbia preso in carico il piano straordinario presentato dal Piemonte e approvato lo scorso 22 luglio. Un intervento richiesto proprio dal governo, con il decreto legge 34, che prevede il raddoppio dei posti in terapia intensiva, con l’attivazione di 280 nuovi letti, un aumento del 300% per quelli di terapia subintensiva e la creazione di percorsi separati e dedicati ai pazienti Covid nei pronto soccorso, il tutto con procedure d’urgenza e in deroga alle normative urbanistiche». 

«Dopo due mesi e mezzo, e con un preoccupante aumento dei contagi, la struttura del commissario Arcuri non ha ancora sbloccato un solo centesimo per finanziare questi interventi che, complessivamente, ammontano a oltre un miliardo di euro. L’unico intervento che è stato offerto al Piemonte è quello di trasferire la delega al potenziamento dei reparti direttamente alle Asl. Il che però non garantirebbe le procedure straordinarie per un celere allestimento dei posti letto. Quindi delle due l’una: o Roma gestisce l’intera partita in prima persona oppure sposta i soldi in capo alle Asl nominandole al contempo soggetti attuatori, in modo che possano beneficiare dell’iter d’urgenza proprio della struttura di Arcuri. L’alternativa è che le centinaia di letti richiesti per fronteggiare la seconda ondata della pandemia siano attrezzati fuori tempo massimo, quando l’emergenza sanitaria sarà ormai conclusa».