COVID - Il personale sanitario italiano candidato al Nobel per la Pace

TORINO - Una candidatura al premio Nobel per la pace al personale sanitario italiano. La candidatura, da oggi, è ufficiale. E' arrivato il via libera da Oslo. Questa la motivazione: «Il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro».

Lisa Clark, già premio nobel per la pace 2017, ha appoggiato la candidatura del corpo sanitario italiano: «La sua abnegazione nell’emergenza del 2020 è stata commovente. Da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario italiano non ha più pensato a se stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze». 

Il riconoscimento andrebbe a medici, infermieri, farmacisti, psicologi, fisioterapisti, biologi, tecnici, operatori civili e militari tutti, «che hanno affrontato in situazioni spesso drammatiche e proibitive l'emergenza covid con straordinaria abnegazione, molti dei quali sacrificando la propria vita per preservare quella degli altri».

«Donne e uomini del nostro servizio sanitario nazionale, persone che hanno fatto il loro lavoro dalla mattina alla sera senza risparmiarsi mai e continuano a farlo. Tutti, in questo anno così complicato, hanno capito quanto sia importante avere un servizio sanitario all’altezza», così il ministro della Salute, Roberto Speranza. «La candidatura è un riconoscimento importante per le donne e gli uomini del nostro sistema sanitario. Sono il volto dell'Italia che non si arrende e comunque vada, per noi hanno già vinto», scrive sui social Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.