CORONAVIRUS - La Regione se la prende con «Report»: scatta la denuncia

TORINO - Si continua a discutere del servizio andato in onda su Report, Rai Tre, l'altra sera, in merito all'emergenza coronavirus e alla sua gestione in Piemonte. «La Regione non nega che vi siano anche criticità, ma, come emerge da punti di seguito evidenziati, deve sicuramente ricorrere allo strumento giudiziario per la tutela della propria immagine e dei propri interessi gravemente lesi».

Alcune ricostruzioni non sono piaciute all'ente: dalle immagini relative al bar dell’ospedale di Alessandria all’acquisto delle mascherine Miroglio. Secondo la Regione alcune versioni sono errate. Il ricorso ai legali è anche una difesa d'ufficio dell'assessore alla sanità Luigi Icardi, tirato in ballo dalla trasmissione: «Parlare di un "pasticcio piemontese", così come si cita nel titolo della trasmissione, a giudizio della Regione, è un discutibile espediente mediatico, che confonde atti prodotti da Uffici periferici delle Asl, sui quali l’assessore non poteva avere conoscenza diretta, con gli atti prodotti dall’Unità di Crisi su questioni di fondo di primaria importanza, come le norme sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Miscelare atti prodotti da enti diversi, come avessero una unica genesi, è una travisazione della realtà».

«A ciò si aggiunga che le risposte verbali e scritte alle domande, puntualmente fornite dagli intervistati, sono state utilizzate dagli autori della trasmissione Report parzialmente, tanto che i telespettatori non hanno avuto la possibilità di farsi un’idea obiettiva delle tematiche affrontate», aggiungono da palazzo Lascaris.