COLLERETTO - L'ex Provincia non interviene: i cittadini riparano la strada da soli
I residenti costretti a ripararsi da soli la strada perchè la Città metropolitana non interviene. Succede a Colleretto Castelnuovo, più precisamente in frazione Santa Elisabetta dove l'altra mattina, sindaco e volontari si sono dati appuntamento per sistemare le buche più pericolose della provinciale: sette chilometri di passione dal centro del paese fino al santuario di Santa Elisabetta, considerato il «balcone del Canavese».
 
A luglio, il sindaco del paese, Aldo Querio Gianetto, aveva chiesto l’intervento del premier Matteo Renzi: si era detto disponibile a vendere una delle sue pregiate moto (che costruisce con le proprie mani fino all’ultimo bullone) per raccogliere i fondi necessari a ripristinare quella provinciale. Non solo Renzi non ha mai risposto, «ma anche le sollecitazioni agli enti competenti, a partire dal sindaco metropolitano Piero Fassino – dice Querio Gianetto – sono cadute nel vuoto». Per questo l’altra mattina, il primo cittadino e alcuni volontari, coadiuvati da Diego Bertot e Michelangelo Merlo, ristoratori di Santa Elisabetta, si sono armati di pale per riempire con del catrame le buche più profonde della provinciale, nel tentativo di risolvere almeno qualche punto critico. 
 
La provinciale, infatti, è quasi una mulattiera, ricca di tornanti a gomito, dove anche un’utilitaria può facilmente finire giù. Neve e gelo hanno mangiato l’asfalto in diversi punti e i versanti di roccia, ormai, non reggono. I cantieri dell'ex Provincia, nel 2011, sono durati un mese e mezzo. Hanno rimesso in sesto i primi tornanti, dove oggi si circola senza problemi, poi più nulla. Santa Elisabetta può attendere. Il suo rilancio turistico, che potrebbe fare da volano per l'intera Valle Sacra, non interessa alle istituzioni torinesi.