
Colleretto Castelnuovo diventa ufficialmente un centro Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Lo Sprar è attivo da otto mesi ma è stato formalmente inaugurato solo la scorsa settimana. Può ospitare fino a quattro nuclei famigliari per un totale di quindici persone. Centro che prende spunto dal successo ottenuto dal "gemello" di Chiesanuova, aperto quindici anni fa: uno dei primi in Italia. Un successo in termini di integrazione e non solo.
«Ringrazio il Comune di Chiesanuova che ha insegnato la strada da percorrere e che ha collaborato con noi - ha detto il sindaco di Colleretto, Aldo Querio Gianetto - forte di un'esperienza che dura da 15 anni. Il segretario del Comune, Renzo Lacchi, e tutto lo staff per il lavoro svolto. Un altro grosso ringraziamento va agli abitanti di Colleretto che hanno accettato e accolto questo progetto. Non capita proprio ovunque».
Per aiutare i profughi ad integrarsi Comune e responsabili del progetto realizzano corsi di alfabetizzazione, corsi per la terza media e di orientamento al lavoro. Sempre con l'aiuto di volontari che, qualora volessero dare una mano, sono sempre ben accetti. «La Regione Piemonte sta cercando di far sì che sempre più Comuni prendano in mano situazioni come questa e si mettano in gioco - ha detto in merito l'assessore regionale, Monica Cerutti - l'esperienza di Colleretto, frutto di quella altrettanto positiva di Chiesanuova, è un bell'esempio per tutti».








