
COLLERETTO CASTELNUOVO - Sindaco contro il green pass, «irreperibile» per 24 ore e pronto a spostare l'ufficio comunale in piazza. Da domani, venerdì 15 ottobre 2021, certificazione verde obbligatoria in Italia per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Come stabilito dal Governo sono previste sanzioni, multe e sospensione dello stipendio per chi è sprovvisto del certificato ma niente licenziamento. Il provvedimento che riguarda 23 milioni di lavoratori. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che sta facendo inevitabilmente molto discutere. Tra i più scettici c’è il sindaco di Colleretto Castelnuovo, Aldo Querio Gianetto.
Il borgomastro ha deciso di attuare una singolare ma civile protesta contro l’obbligo di Green pass nel mondo del lavoro. Domani, per 24 ore, incrocerà simbolicamente le braccia restando operativo unicamente per le emergenze a cui non intende sottrarsi per rispetto della fascia tricolore che indossa.
«Non sarò reperibile come sindaco, emergenze a parte. Non voglio fare un danno al mio Comune, sono contro ogni forma di violenza, stigmatizzo quanto accaduto a Roma nei giorni scorsi e non sono un no-vax, tuttavia sono molto preoccupato dalla situazione che si sta creando – spiega Aldo Querio Gianetto – la mia protesta civile è per dare un piccolo ma forte segnale. Questo provvedimento rischia di essere fortemente discriminatorio, è una forma di controllo sociale che non approvo. Tra l’altro siamo gli unici in Europa ad aver preso tale decisione. Lo Stato, di fatto, introduce l’obbligo di vaccino senza assumersene la responsabilità politica. Se necessario, pur di non chiedere il Green pass ai miei cittadini, sono pronto a riceverli nella piazza appena riqualificata. Nell’agorà che era ai tempi degli antichi greci in centro e il cuore pulsante della polis, della cittadinanza attiva e della democrazia».
Per Querio Gianetto l’obbligatorietà della carta verde nel mondo del lavoro avrà effetti negativi non accettabili: «Sono molto preoccupato da come si parla ultimamente dei non vaccinati. Alcuni toni utilizzati, alcuni commenti stanno stabilendo una linea di demarcazione fra cittadini di serie A e altri di serie B, sempre più ghettizzati. E’ un fatto inaccettabile. Rendere il green pass obbligatorio sul posto di impiego equivale a limitare molto i lavoratori, di ogni ordine e grado. I tamponi dovrebbero essere gratis proprio come i vaccini. In un periodo già reso complicato dalla crisi economica generale non si può dover pagare per lavorare».








