CITTA' METROPOLITANA - «Fronda» dei sindaci del Canavese: «Non andremo a votare per un ente che ci calpesta»
Fronda contro la Città metropolitana da parte di nove sindaci dell'alto Canavese che, domani, in occasione del rinnovo del consiglio dell'ente, non andranno a votare. I motivi sono ben spiegati nella lettera che segue. Posizioni ovviamente condivisibili quelle dei sindaci canavesani che, probabilmente, otterranno adesioni anche da altri territorio dell'ex provincia.
 
«Domenica si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio della Città Metropolitana di Torino e noi sindaci del Canavese abbiamo deciso che non eserciteremo il nostro diritto di voto. I motivi che ci spingono a questo gesto sono molteplici ed affondano le loro radici sia in problematiche strutturali dell’Ente che in questioni contingenti. Come ben sappiamo la Legge Del Rio ha cancellato con un colpo di spugna le Province italiane per istituire le nuove Città Metropolitane, un processo che, lungi dal costituire un momento di riflessione sulla riorganizzazione territoriale, ha visto prevalere l’imposizione sulla concertazione e l’arbitrio sul buon senso. 
 
Non possiamo infatti non constatare come Torino sia diventata in poco tempo sempre più città e sempre meno metropolitana, del tutto disinteressata a quanto accade appena al di là dell’anello della tangenziale. Se in passato a garantire un livello accettabile di democrazia e rappresentanza era deputata una legge elettorale incardinata su collegi locali e sull’elezione diretta del Presidente della Provincia, ora anche questo ultimo argine è venuto meno. Torino infatti, unica tra le grandi città italiane, ha rifiutato a priori l’elezione diretta del Sindaco Metropolitano, stabilendo che questo dovesse essere di diritto il Sindaco del capoluogo e privando di fatto del diritto di voto quasi un milione e mezzo di cittadini che non vi risiedono. 
 
Al contempo anche il voto degli amministratori locali risulta del tutto ininfluente e mortificato da un rapporto ponderale che equipara il voto di un consigliere torinese a quello di oltre 200 consiglieri di piccoli comuni. Da tempo le forze politiche promettono correttivi e soluzioni, salvo giungere, a ridosso delle nuove elezioni, nelle stesse identiche condizioni di due anni orsono quando, seppur consci della situazione, siamo andati a votare con la speranza di contribuire a risolvere i problemi generati da una legge frettolosa ed improvvisata. Ci siamo resi conto che i partiti non hanno alcun interesse a cambiare la situazione. Molto più semplice continuare a scegliere i candidati tra le rassicuranti mura delle segreterie che dover avviare un serio confronto con il territorio. Meglio imporre persone prive di esperienza che promuovere la meritocrazia e rischiare di essere chiamati a rispondere delle proprie scelte. Meglio in sostanza continuare a parlare di aria fritta piuttosto che sporcarsi le mani e provare a lavorare nell’interesse dei cittadini.
 
La nostra protesta di oggi vuole essere un estremo monito nei confronti di una classe dirigente che dovrebbe rappresentarci ed invece ha tradito le nostre aspettative. Noi e tanti altri nostri colleghi non possiamo riconoscerci in un sistema politico che ha finito di fare dell’autoreferenzialità la sua unica virtù. Per questo domenica non andremo a votare ma ci dedicheremo alla politica, quella vera, e lo faremo nell’unico modo che conosciamo. Risolvendo i problemi quotidiani dei nostri cittadini».
 
IL SINDACO DEL COMUNE DI BUSANO, CHIONO Gian Battistino
IL SINDACO DEL COMUNE DI FAVRIA, FERRINO Serafino
IL SINDACO DEL COMUNE DI FORNO CANAVESE, BOGGIA Giuseppe
IL SINDACO DEL COMUNE DI LEVONE, GIACOLETTO Maurizio
IL SINDACO DEL COMUNE DI PRATIGLIONE, GAUDIO Alessandro Giacomo
IL SINDACO DEL COMUNE PONT CANAVESE, COPPO Paolo
IL SINDACO DEL COMUNE DI RIVARA, QUARELLI Gianluca
IL SINDACO DEL COMUNE DI ROCCA CANAVESE, BERTETTO Fabrizio
IL SINDACO DEL COMUNE DI RONCO CANAVESE, CROSASSO Danilo