
CIRIE' - Il Canavese conferma, una volta di più, il suo Dna solidale. Nell'emergenza Afghanistan non c'è tempo da perdere e la sindaca di Ciriè, Loredana Devietti, conferma che la città è pronta a fare la sua parte accogliendo dei rifugiati. «Cirié aderisce alla richiesta del Ministero dell’Interno e all’appello dell’ANCI per accogliere rifugiati afgani, collaboratori degli italiani durante le missioni umanitarie, in questa situazione critica che ci atterrisce ma che deve trovare soluzioni pratiche al più presto - spiega la prima cittadina ciriacese - Stiamo interloquendo con il Consorzio Socio Assistenziale e con le Cooperative “Dalla stessa parte” e “Stranaidea” che hanno seguito con competenza il progetto SAI-SPRAR, per ampliare da subito il progetto e mettere a disposizione immediatamente due nuclei abitativi, appartenenti allo stesso progetto, per un totale di 10 persone. In attesa degli adempimenti formali, abbiamo voluto dare subito la nostra disponibilità.Le immagini di ieri sera dei bambini gettati oltre il filo spinato dell’aeroporto per metterli in salvo sono troppo gravi per non indurci a fare qualcosa al più presto, ognuno per la sua parte».
Una presa di posizione coraggiosa e forte, anticipata dalle parole di Devietti pubblicate sui social alcuni giorni fa: «Io non riesco a non pensarci. Noi donne che abbiamo potuto studiare, vivere libere, fare le nostre scelte, anche ambire e conquistare ruoli solitamente appannaggio maschile, non possiamo non pensare a ciò che succede in Afghanistan.
La richiesta di aiuto, la disperazione, l‘ineluttabilità della fine di una vita normale e di diritti che a noi paiono scontati, non possono lasciarci indifferenti solo perché siamo nati nella parte fortunata del mondo. E non possiamo non sentirci parte di una responsabilità che l’Occidente non ha purtroppo saputo gestire».








