
CIRIE’ - La carenza di medici al pronto soccorso di Ciriè approda in Consiglio regionale. Monica Canalis, vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale, e Federico Ferrara, segretario Pd Ciriè e capogruppo in consiglio comunale chiedono una «attenzione speciale per gli ospedali periferici».
«La gravità delle condizioni del reparto di emergenza e urgenza dell'ospedale di Ciriè e di altri ospedali piemontesi impone alla Regione e al Governo di assumere alcune misure urgenti: non solo inserire gli specializzandi, ma anche migliorare la programmazione universitaria delle borse di specializzazione, predisporre percorsi di post acuzie per liberare posti letto ed evitare intasamento dei pronto soccorso e ricoveri inappropriati, riconoscere il carattere di lavoro usurante per la professione del medico di emergenza e prevedere incentivi per questi specifici contratti, in particolare negli ospedali periferici o a maggior flusso» spiegano Canalis e Ferrara.
In merito al question time discusso in Consiglio Regionale, i due esponenti del centro sinistra accolgono quindi con favore la risposta dell’assessore Icardi, in cui ha illustrato le misure assunte recentemente: la creazione della struttura complessa del Dea di Ciriè; da aprile 2022 l’entrata in carica del nuovo direttore della struttura complessa Dea di Ciriè; la promozione di 3 concorsi (l’ultimo in questi giorni); la promozione di concorsi per assumere medici di specialità equipollente e quindi impiegabili presso il pronto soccorso (in particolare specialisti in chirurgia generale e medicina interna); l’autorizzazione del pagamento di 100 euro orari per gli specialisti che prestano servizio da altre Asl presso nei pronto soccorso regionali. «Grazie a queste azioni e al prezioso contributo degli altri specialisti dell’ospedale, il Dea sta migliorando, tra le evidenti difficoltà, le proprie performance», ha sottolineato l'assessore Icardi.
«Siamo invece critici rispetto alla recente aggiudicazione di una gara ad evidenza pubblica per garantire, attraverso l’impiego di società di servizi esterna, la continuità del servizio. Pur consapevoli delle difficoltà generali di reperimento di medici per gli ospedali periferici, crediamo infatti nell’importanza di difendere la natura pubblica e universalistica della nostra sanità, oggi così minacciata dai tentativi di privatizzazione operati – concludono Monica Canalis e Federico Ferrara - l'ospedale di Ciriè è punto di riferimento per un ampio territorio connotato da perifericità e orografia montana, comprendendo sia il ciriacese sia le Valli di Lanzo. Continueremo ad insistere sulla sua salvaguardia».








