CHIVASSO - Il Comune taglia la tassa rifiuti a 500 attività

CHIVASSO - La Giunta Comunale di Chivasso, su proposta dell’assessora al Bilancio e Tributi Chiara Casalino, ha deliberato l’incremento della riduzione della Tassa sui Rifiuti dal 16% al 45% per circa 500 utenze non domestiche chivassesi. L’operazione costa complessivamente 195 mila euro, fondi che, se non utilizzati quest’anno, sarebbero ritornati allo Stato. Per il 2022 così vengono riproposte, con un sostanziale aumento, le agevolazioni introdotte per la pandemia a favore di numerose attività e categorie che avevano già usufruito di un’agevolazione lo scorso anno.

Il provvedimento è stato trasmesso al Consorzio di Area Vasta CB16 per il suo recepimento, in tempo utile per l’elaborazione del saldo Tari del 2022. La precedente riduzione era stata fissata al 16%, mentre nel 2020 ammontava al 25%. «Entro il termine perentorio inizialmente fissato al 15 dicembre 2020, ma più volte prorogato sino allo scorso 30 giugno – ha spiegato il sindaco di Chivasso, Claudio Castello - i titolari delle utenze destinatarie della riduzione della Tari avrebbero dovuto presentare un’apposita autocertificazione per attestare l’effettiva chiusura in pandemia. In occasione della riapertura dei termini di consegna dell’autocertificazione, prima al 30 giugno 2021 e poi al 31 dicembre dello stesso anno, gli uffici comunali hanno pubblicato la relativa informativa. Un ulteriore sollecito telefonico è stato fatto dall’Ufficio Tributi in prossimità della scadenza dello scorso 31 dicembre, ma al 30 giugno di quest’anno, su 1.093 utenti appena 437 hanno restituito l’autocertificazione, mentre 144 utenze sono risultate cessate e a 459 sono state revocate le agevolazioni a causa delle loro inadempienze».

«Siamo consapevoli del dramma che molte realtà stanno vivendo – ha aggiunto l’assessora Chiara Casalino – e con questa azione, che oculatamente ha drenato risorse altrimenti perse, diamo un sostegno diretto a chi ne ha più bisogno. In un momento in cui le spese fisse stanno aumentando è nostro  dovere fare il possibile per tutelare chi genera lavoro e chi si impegna per non chiudere le attività».