
CASTELNUOVO NIGRA - Terremoto in giunta. Il sismografo della politica locale ha registrato, nei giorni scorsi, una forte scossa con epicentro in Valle Sacra. A Castelnuovo Nigra, infatti, è andato in scena un clamoroso e inatteso «rimpasto» di governo. La sindaca, Enrica Domenica Caretto, ha revocato gli incarichi di vice e assessore ad Anna Giachetti. Una decisione destinata a far discutere e presa dalla prima cittadina con queste motivazioni: «Considerato che a seguito di una complessiva valutazione politico-amministrativa inerente il ruolo del vice Sindaco Anna Maria Giachetti nell’ambito dell’andamento generale dell’organo esecutivo collegiale nonché in relazione ai singoli rapporti interni tra lei e i membri dell’organo stesso, si rilevano contrasti e divergenze tali da impedire una serena prosecuzione del mandato e da far venir meno il rapporto fiduciario che sussisteva al momento della Sua nomina ad assessore e vice sindaco«».
Anna Giachetti, sostituita nel ruolo di vice da Piero Giachetto Rater, non ci sta e si difende: «Queste motivazioni sono lesive nei confronti della mia persona, dell’impegno prestato nello svolgere il ruolo con serietà e trasparenza. Un compito che ho accolto con passione e dedizione. Quanto sostenuto dalla sindaca non trova alcun riscontro nei fatti, nei rapporti e nelle iniziative da me condotte. In verità nasconde la reale natura della questione: “Il cercare di promuovere piani di attuazione e sviluppo per far fronte alle promesse fatte, la ricerca di correttezza e legalità (con tutti i corretti strumenti) per operare a beneficio dei cittadini, ritengo non possano essere motivo di giustificazione né di spiegazione da parte del Sindaco, ma semplicemente il“dovere” di chi assume una carica pubblica.” Pertanto, viene da pensare che la mia revoca è dettata dal bisogno di “non disturbare il manovratore” che vuole continuare nell’inazione e nella passività».
Giachetti aggiunge: «Una politica del territorio che risponde con un netto “no” a qualsivoglia proposta di attività, mozione, interrogazione, con la sostanziale motivazione che le mozioni e le interrogazioni “fanno perdere tempo”. Questi sono strumenti previsti dalla Legge al fine di esaminare, ampliare, chiarire, approvare progetti e programmi per il futuro stabilendone “tempi e modi”. Non ho nulla di cui rammaricarmi. Ma dispiaciuta per i numerosi e inutili tentativi di aperture verso il sindaco che non hanno prodotto altro che ulteriori barriere poste dal sindaco. E’ così risultato impossibile trovare modo di colloquiare e costruire. Quella forma di chiusura totale che caratterizza il Sindaco ha distrutto “la fiducia” di cui parla espressamente nel suo dispositivo di revoca. Una fiducia che probabilmente mancava nel Sindaco fin dal principio che evidentemente ignora il modo di concepire il ruolo che dovrebbe caratterizzare un Pubblico Amministratore».








