CASTELNUOVO NIGRA - Durissima presa di posizione di «Italia Viva» contro il sindaco Chiuminatti

CASTELNUOVO NIGRA - Italia Viva interviene nel dibattito politico alimentato oggi dal commento del sindaco Danilo Chiuminatti di Castelnuovo Nigra contro la ministra Bellanova. Commento che ha già sollecitato la risposta unitaria del centrosinistra a difesa del Ministro (link sotto). «Qualcuno spera che la crisi da covid-19 possa renderci persone migliori, il pensiero del sindaco di Castelnuovo Nigra, Danilo Chiuminatti, pubblicato su Facebook a commento della battaglia del ministro Teresa Bellanova per la regolarizzazione dei braccianti agricoli sembra smentire questa speranza. Nella sostanza il sindaco, dichiara che Teresa Bellanova per questa battaglia sarebbe da ammazzare, definendola lurida pagliaccia (in realtà l’espressione in piemontese nel contesto significa donna di facili costumi). Ora, dimentichiamoci pure che non esista nel nostro codice penale il reato di oltraggio a corpo politico dello stato (art. 492 c.p), facciamo finta che non esista il reato di ingiuria (art. 594 cp.), facciamo finta che il Chiuminatti si sia dimenticato di essere il sindaco di un comune, resta il fatto che esprimersi come l’ultimo dei bërgè della sua valle nei confronti di una donna non fa di lui una persona migliore. Neanche se esprime un’opinione personale».

«Se il massimo della capacità di critica politica del sig. Chiuminatti sindaco è concentrata in quelle frasi siamo veramente messi male, anche perchè condensa un analfabetismo funzionale assai preoccupante. Se infatti il sig. Chiuminatti, ora sì nella sua qualità di sindaco, si fosse degnato di leggere le bozze del decreto che da giorni circolano in tutti gli uffici della Repubblica, avrebbe così scoperto che il provvedimento della ministra Bellanova permette la regolarizzazione di tutti i braccianti agricoli irregolari nel nostro paese, di qualunque colore e nazionalità, compresi gli italiani, ma tant’è. D’altra parte è fatto ormai abbastanza noto alle cronache che l’agricoltura, anche quella di montagna, si fonda principalmente sullo sfruttamento di manodopera in nero ( e nero non è solo il colore della pelle del bracciante sfruttato), e in effetti prevedere la regolarizzazione di questi servi della gleba crea più di qualche problema a quei “signori” che sino ad oggi hanno beneficiato di lavoro pesante pagato con salari ridicoli». 

«E in effetti, sempre nell’ottica che par di comprendere dal pensiero del sig. Chiuminatti, ancora più scandaloso suona il voler regolarizzare il lavoro di migliaia di donne braccianti agricole a giornata, che faticano – e a volte muoiono- sotto il sole cocente mentre raccolgono i pomodori che adornano la tavola del signor sindaco. D’altra parte il pensiero del sig. Chiuminatti pare avere una sua intrinseca coerenza, non avendo egli in giunta neanche una donna, anche qui dimenticandosi che esiste uno specifico obbligo di legge in tal senso (art. 46 comma 2 Testo Unico Enti Locali), vien da dubitare che non le ritenga degne di ricoprire un ruolo di così alta responsabilità, ma proprio solo di dubitare... Ora, tutte queste amnesie del sig. Chiuminatti forse andrebbero curate, magari con un bel periodo di “vacanza” di lavoro, a raccogliere chino per 15 ore al giorno sotto il sole battente succose verdure assieme a quelle braccianti che tanto disprezza. Magari dopo questa bella vacanza avrà un po’ più di rispetto verso le donne che lavorano. Anche quando fanno le Ministre».

I referenti territoriali Simona Randaccio e Sergio Bretti
I coordinatori provinciali Mariangela Ferrero e Roberto Gentile