
CASTELLAMONTE - Un punto di riferimento costante per la sua gente e la sua terra. Un leader al servizio dei suoi concittadini. Oggi, lunedì 30 agosto 2021, il Canavese festeggia il 93esimo compleanno del senatore, Eugenio Bozzello Verole. Si tratta di un traguardo importante per chi come lui, attraverso una vita intensa e coerente, sia in politica che nelle istituzioni, è stato il padre della sinistra canavesana. «Caro amico. vorrei augurarti cose molto speciali e dirti grazie per il tuo costante ed implacabile impegno civile. Buon compleanno caro Partigiano. Con stima» sono gli auguri speciali arrivati dalla senatrice Liliana Segre.
Bozzello non ha mai smesso di lavorare per la sua città e per il Bel Paese. Un impegno costante e duraturo, premiato con incarichi prestigiosi, come quello di Questore del Senato della Repubblica Italiana (dal 19 luglio 1983 al primo luglio 1987). Per tre volte sindaco di Castellamonte, è stato anche nominato: Cavaliere della Repubblica (nel 1971), Cavaliere Ufficiale (1976), Grand’ufficiale al merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana, insignito nel 2003 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Nel mondo dell’associazionismo, Eugenio Bozzello è stato, inoltre, per dieci anni presidente del comitato di Ivrea della Croce Rossa Italiana, presidente dell’Unione sportiva calcio Castellamonte, vice presidente regionale del Piemonte e nazionale dell’associazione nazionale bande musicali (Anbima), sindaco del parco nazionale Gran Paradiso dal 1970 al 1980, Presidente del Club Turati. Nel 2017 ha ricevuto la cittadinanza onoraria del paese della ceramica «per l’alto valore di quello che ha fatto per Castellamonte e per tutto il Canavese».
Un lungo viaggio incominciato di fatto, come lui stesso ricorda nel libro «Da Mirafiori a Palazzo Madama», con un gesto di grande coraggio: «Ho iniziato nel 1944 come staffetta partigiana portando un messaggio che annunciava un rastrellamento in Valle Sacra al comandante Piero Falsetti. Quel messaggio salvò la vita a molti partigiani. Finita la guerra, sono stato assunto in Fiat come allievo e poi come modellatore del legno. La mia attività è iniziata nella fabbrica, in qualità di segretario del Nas – nucleo aziendale socialista. Nel Partito Socialista la mia iscrizione avvenne nel 1947. Questa battaglia l’ho affrontata con spirito di servizio; per me la politica era ed è rimasta una missione. Essere utile, lavorare per risolvere i problemi».








