Con riferimento alla domanda di autorizzazione unica per impianto di recupero rifiuti presentata dalla Teknoservice per il centro di strada del Ghiaro, il comitato spontaneo dei residenti della zona, «via Piccoli e strada del Ghiaro», ha inviato una serie di osservazioni alla Città Metropolitana che dovrà eventualmente concedere l'autorizzazione all'azienda che si occupa della raccolta rifiuti sul territorio dell'alto Canavese.
«La situazione gestionale dell’area in questione non presenti più oggi, grazie all’impegno della Teknoservice, buona parte di quelle “indegne” criticità che invece caratterizzarono, in particolare dal 2006 al 2013, la gestione della stessa da parte del Consorzio Asa - precisano i residenti - tuttavia l’area in questione, che ospita una piattaforma logistica e di trattamento rifiuti al servizio di oltre 50 comuni e 80 mila abitanti, risulta comunque e sempre ubicata a stretto ridosso del concentrico cittadino di Castellamonte, situazione per la quale è sufficiente visionare il piano regolatore generale e le evidenze fotografiche aeree per averne oggettiva comprova; tale area risulta in particolare addossata a zone esclusivamente residenziali (attraverso cui tra l’altro transita tutto il traffico veicolare, tecnico e non, collegato all’uso della piattaforma), mediamente popolate e costruite ben prima del 1999, anno di realizzazione dell’allora sede del Consorzio Asa».
Secondo il comitato per la suddetta area non è mai stata effettuata una oggettiva valutazione sulla compatibilità urbanistica, ambientale e territoriale e seppur Teknoservice abbia adottato sin dal suo insediamento buone pratiche gestionali dell’area e della logistica, le vie di accesso alla piattaforma risultano talvolta oggetto di dispersione dai mezzi operativi di rifiuti, in particolare plastica e carta, con chiaro degrado dell’ambiente urbano circostante, e quotidianamente (salvo la domenica) di attraversamento piuttosto frequente degli stessi mezzi operativi in uscita ed entrata dalla suddetta area.
I cittadini sottolineano che non c'è stato confronto, in questi anni, con l'amministrazione comunale di Castellamonte e per questo chiedono la convocazione di un tavolo informale da parte della Città Metropolitana. Non solo: i residenti chiedono di «trasferire nella piattaforma oggi in disuso ubicata nel territorio di Rivarolo Canavese (presso la discarica consortile in aperta campagna) tutte le attività potenzialmente moleste riferibili al trattamento dei rifiuti».








