CASTELLAMONTE - «Sul campo da baseball un pasticcio della vecchia amministrazione»

Dopo la presa di posizione della società Red Clay sulla revoca del vecchio affidamento del campo sportivo di Castellamonte, arriva puntuale la precisazione di palazzo Antonelli su una situazione che, secondo l'amministrazione, è stata generata da un affidamento illegittimo promosso dalla vecchia giunta comunale.

«E' stata intrapresa una procedura di revoca in autotutela della delibera 32 del 20/02/2017 avente come oggetto l'affidamento del campo da Baseball - confermano dal Comune - tale atto è stato intrapreso a fronte di parere legale richiesto a seguito di un accesso agli atti effettuato dalla società sportiva Old Kings baseball & Softball di Castellamonte. Dal parere legale è emerso che l’affidamento del campo da baseball e relativa struttura è illegittimo (affidamento effettuato dalla precedente amministrazione)».

Il Comune ha quindi dovuto necessariamente procedere in quel senso: «E' un atto dovuto in primo luogo ai cittadini in quanto qualsiasi procedura di affidamento e locazione di beni pubblici deve essere effettuato nel pieno rispetto delle leggi vigenti in materia». Da palazzo Antonelli assicurano che nessuno verrà sfrattato: «La società Red Clay di Castellamonte, che attualmente gestisce con contratto d’affitto il campo da baseball, in futuro non verrà assolutamente privata dell’utilizzo dello stesso in quanto l’obiettivo fondamentale della presente amministrazione è promuovere lo sport, garantire e possibilmente aumentare l’accesso alle strutture sportive pubbliche».

Prima della prossima stagione di baseball il Comune intende effettuare l’affidamento del campo da baseball «seguendo le regole ed al tempo stesso garantendo l’accesso al campo da parte di tutte le società sportive del comune di Castellamonte praticanti baseball e softball. Sarà comunque nostra cura incontrare i giocatori e i relativi famigliari per spiegare al meglio la situazione che si è venuta a creare ed a garantire loro, come suddetto, l’accesso al campo in quanto non è giusto che per colpa di pochi ne paghino le conseguenze gli atleti e le relative famiglie».

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