CASTELLAMONTE - Sui lavori alla Cresto si va alla Corte dei Conti

Dopo le polemiche in consiglio comunale e il grido d'allarme dell'amministrazione di Castellamonte, il Partito Democratico, per voce del suo segretario locale Pasquale Mazza, alza il tiro sul mezzo milione di euro «fantasma», quello che il governo Letta avrebbe stanziato per i lavori alla scuola media Cresto. Condizionale d'obbligo perchè quei 500 mila euro non sono mai arrivati. «Colpa» dell'iter amministrativo seguito dal Comune che, di fatto, avrebbe portato all'esclusione di Castellamonte dai lavori finanziabili con il decreto del fare. Dopo che la ditta (che ha correttamente eseguito i lavori) ha presentato un'ingiunzione di pagamento al Comune, la discussione ha riguardato anche il consiglio comunale. Al termine del quale Mazza ha preannunciato che invierà la documentazione alla Corte dei Conti.

«Perché è stata espletata una gara con tre imprese quando la legge dice che devono essere almeno cinque? - chiede Mazza - perché l’ordinanza dei lavori non è mai stata pubblicata sull’albo pretorio? Il ribasso dell’1,98% è ridicolo, sa di beffa verso gli altri imprenditori. La cosa ancora più grave è che a Castellamonte tutti i lavori sono urgenti e vengono affidati con ordinanze. Castellamonte è l’unico Comune dove la giunta comunica all’ufficio tecnico l’elenco delle imprese da invitare. E’ illegale».
 
Da qui l'idea di coinvolgere la Corte dei Conti. «Noi non vogliamo far perdere i soldi alle scuole perché ne hanno molto bisogno - rilancia il segretario Pd - quindi proponiamo che nel caso il contributo non venga elargito, il Ministero appalti i 500.000 euro per altri lavori alle scuole medie, mentre il mezzo milione per i lavori fatti li paga chi ha sbagliato, ovviamente comprese le spese legali».