CASTELLAMONTE - L'ex ospedale della città della ceramica può riaprire. Ovviamente in ottica futura, dedicandolo ad alcuni servizi che oggi sono altrove. I sindaci del territorio potrebbero fare quadrato per chiedere alla Regione di valutare la situazione. Almeno è questa l'idea del sindaco Pasquale Mazza dopo le polemiche delle scorse settimane.
«Ho sentito Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese e portavoce dell'area omogenea 8 - spiega Mazza - ho chiesto di convocare l'assemblea dei sindaci, compresi quelli della Valchiusella che insistono sull'area omogenea eporediese ma che sono evidentemente interessati all'argomento, per richiedere il loro sostegno a riguardo. Questa mattina sarà inviata la comunicazione». Mazza propone anche un incontro con i sindacati e tutte le associazioni per richiedere il sostegno all'iniziativa. «Stiamo valutando una forma di organizzazione nel rispetto delle norme covid per portare la nostra voce in Regione», dice il sindaco di Castellamonte che ha quindi intenzione di fare «massa critica» sull'ospedale per arrivare ad un progetto per il suo riutilizzo.
Al netto delle polemiche di carattere politico, del resto, l'assessore regionale Icardi, non più tardi della settimana scorsa in videoconferenza con alcuni sindaci del Canavese, ha confermato la volontà della Regione di analizzare attentamente la situazione dell'ex nosocomio castellamontese. Che non potrà certo servire per l'emergenza covid (visto che è chiuso ormai da troppo tempo) ma ha ancora diverse potenzialità da sfruttare, specie se «in rete» con le altre strutture sanitarie del territorio. Qualcosa, insomma, sembra muoversi.








