
Poca gente in aula e nessuna risposta, da parte dell'amministrazione comunale di Castellamonte, sui motivi che hanno scatenato l'incredibile aumento delle bollette della raccolta rifiuti (in alcuni casi più che raddoppiate). Il vicesindaco Giovanni Maddio ha tentato di rispondere ai quesiti di alcuni residenti ma, partendo dall'età della pietra, dopo quasi un'ora d'intervento, non ha chiarito il perchè dell'aumento delle bollette.
Tanto che una cittadina, alla fine del consiglio, intervenendo come commerciante, ha ammesso: «Sarò ignorante io, ma oggi non ho capito nulla». Impossibile darle torto. In effetti, dopo una lunga disamina degli aspetti tecnici, nessuno ha spiegato con chiarezza i motivi degli aumenti.
«Dopo aver lungamente atteso la convocazione del Consiglio Comunale aperto per discutere sull’applicazione della Tari si è capito ben presto che la tattica dell’amministrazione sarebbe stata la melina - dice Pasquale Mazza del Partito Democratico - si è scelto un orario poco adatto alla categoria più arrabbiata, cioè quella delle aziende, si sono contingentati i tempi della discussione in due ore. Con il vicesindaco che ne ha usata una per esporre la storia di Asa e Tecnoservice, per illustrare le responsabilità di altri e l'impossibilità del Comune di poter intervenire sui costi». Una tattica ben precisa, secondo l'opposizione: «Il vicesindaco, incapace di dare risposte, è diventato il burocrate del Comune mentre sulla questione sanzioni alla Teknoservice è evidente che l’amministrazione non vuole darle. Perché? Ribadiamo con forza che a tutti i quesiti sulle mancanze del servizio non è stata data alcuna risposta come è evidente che il contratto è stato firmato senza neppure leggerlo».
Una sola novità per il Pd. «L’amministrazione ha ammesso che nel 2014 Castellamonte ha pagato 130mila euro in più di quanto verrà richiesto nel 2015. Ora vengano restituiti quei soldi». L'amministrazione ha annunciato di aver iniziato la verifica delle superfici per le utenze non domestiche (le più penalizzate dagli aumenti) e che le percentuali di divisione tra utenze domestiche e non domestiche passeranno da 53-47 a 62-38. Inoltre si cercherà di applicare le tariffe minime previste per ogni categoria. «Speriamo almeno che questa forma di “ribellione soft” sia servita per far capire che i cittadini non sono più disponibili ad accettare supinamente tutto ciò che viene chiesto - aggiunge il Pd - l'amministrazione ha fatto capire per l'ennesima volta di essere contro i cittadini e a favore di Tecnoservice. La cosa più evidente è la loro incapacità ddi gestire questa partita. Il vicesindaco si è preso la briga di convocare tavoli tecnici, riunioni e confronti con il risultato che i castellamontesi sono quelli che hanno pagato di più di tutti. Complimenti all’incapacità».








