
CASTELLAMONTE - Come previsto, il primo Consiglio comunale della nuova amministrazione di Castellamonte è stato anche l'ultimo di Nella Falletti. Eletta tra le fila della minoranza, l'ex assessore alla cultura ha deciso di lasciare il posto in Consiglio. Al suo posto rivedremo dalla prossima convocazione Fabio Garaffa. Nella Falletti si è congedata da Palazzo Antonelli leggendo un suo personale messaggio di arrivederci.
«Desidero rivolgere un saluto al sindaco e al nuovo Consiglio comunale di Castellamonte. Un augurio di buon lavoro a tutti. Alcune considerazioni sui risultati che ci hanno portati ad essere minoranza. La nostra campagna elettorale è stata improntata sui reali bisogni di Castellamonte. Territorio che conosciamo ed amiamo e per il quale ci siamo impegnati nel passato e continueremo a farlo nel futuro attraverso il nostro impegno in Consiglio comunale. Il nostro operato sarà attento e certamente di controllo ma anche propositivo. Se ci sarà attenzione e collaborazione alle nostre proposte si otterranno risultati importanti che andranno a beneficio dei nostri cittadini.
Sono onorata nell'aver guidato la nostra lista. Con la consapevolezza ed esperienza dei miei anni di amministratore, con la nascita della lista di Bartoli e Maddio ho avuto chiaro a chi sarebbe andata la vittoria. Nonostante tutto ho e abbiamo lavorato con entusiasmo e ringrazio i cittadini che ci hanno dato fiducia. Porto con me la soddisfazione di un programma serio e realizzabile.
Chiedo impegno al sindaco Mazza. Impegno per una comunità in crisi, di occupazione, di commercio che fatica a reggere le sempre maggiori tassazioni, di famiglie con anziani e bambini che ricercano servizi adeguati. Prendo atto del risultato elettorale e lascio spazio ai componenti della mia lista, li seguirò con attenzione ed affetto. Sono loro che devono acquisire esperienza. Ho fiducia nel loro operato e nella loro competenza. Ho voluto essere presente e partecipare a questo primo Consiglio comunale per riportare questa scelta e motivarla. Amministrare un Comune è un onore, anche se si è all'opposizione».








