
Tempo di riflessioni politiche, a Castellamonte, dopo i tre avvisi di garanzia che hanno coinvolto esponenti di spicco dell'amministrazione comunale e un funzionario di palazzo Antonelli. La procura di Ivrea, infatti, ha indagato il vicesindaco Giovanni Maddio, l'ex assessore Roberta Bersano e il capo ufficio tecnico, Aldo Maggiotti. Il fascicolo è aperto per turbata attività degli incanti in concorso e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.
Pasquale Mazza, segretario del Pd e consigliere di minoranza, va all'attacco. «Mi spiace molto per la città, non lo merita. Non lo meritano la stragrande maggioranza dei cittadini che lavorano e tribolano per arrivare a fine mese. Sono assolutamente solidale e certo che non avranno alcun problema l’impresa e la signora Roberta Bersano: oggi più che mai è evidente che ad essere silurata non doveva essere lei». Ma il Pd chiede che venga fatta chiarezza sulla gestione della cosa pubblica da parte dell'attuale maggioranza.
«Venga immediatamente istituita una commissione che indaghi su tutti i lavori fatti, dalle scuole medie alla pulizia del rio San Pietro, fino ad altre decine di lavori affidati con ordinanze di urgenza senza che ve ne fosse bisogno. Fino ad arrivare al problema della palestra di piazza della repubblica - dice Mazza - fare i lavori in questo modo potrebbe garantire un certo elettorato che a sua volta garantisce la vittoria e quindi lo stipendio? Secondo me si. A questo punto dimissioni o scioglimento del Consiglio Comunale ed elezioni subito».








