CASTELLAMONTE - «Mazza come Maddio: la stessa marmellata»
La terza variante strutturale al piano regolatore accende lo scontro politico a Castellamonte. Il Movimento 5 Stelle va all'attacco del sindaco Pasquale Mazza e della sua giunta. «E’ inutile illudersi: a Castellamonte siamo e restiamo tutti figli di Asa, e come tali dobbiamo sopportare i capricci dei gemelli diversi, ieri nemici oggi sostenitori di una gestione spudorata e privatistica del nostro Bene Comune - dice il consigliere Paolo Recco - ce la cantano e ce la suonano come vogliono, teatro di facciata ma stessa valenza culturale, diciamo che fanno tanto fumo, sia per incapacità che per confondere le carte e fare ognuno i propri interessi di partito. L’ultimo consiglio comunale, ha messo in scena il classico pasticcio, si diceva una cosa e se ne fa un’altra, si fa un po’ di scena su argomenti effimeri, ma ci si mette d’accordo sottobanco, e si certifica l’operato di amministrazioni incompetenti e inconcludenti».
 
Secondo il Movimento 5 Stelle, infatti, la condotta dell'amministrazione Mazza è la fotocopia di quella dell'amministrazione Mascheroni. «Più di dieci anni di iter burocratico per l’approvazione di uno strumento urbanistico che in sostanza risulta inadeguato allo sviluppo futuro del nostro territorio. Un processo burocratico farraginoso e incerto, continuamente rivisto dagli uffici Regionali, migrato in vari cassetti di scrivanie sontuose, ha subito sconvolgimenti "interessati", alla fine dopo ben 14 anni, è stato "bocciato" dalla Regione Piemonte. Rispedito alla Regione, con opportuni aggiustamenti, ad oggi si attende l’eventuale approvazione della Regione Piemonte (ma non è detto). E a questo punto cosa fa la nostra attuale Amministrazione? In tre mesi, dopo tante parole, denunce, battibecchi, certifica l'operato della vecchia Amministrazione».
 
Per Recco «oggi vengono fuori i veri interessi, di partito, di lobby, di crediti elettorali. Oggi non si è più ansiosi di discutere e attivare la partecipazione del cittadino. Oggi ripensare e correggere gli sfregi che vengono previsti dalla Variante Urbanistica, non ancora approvata è solo perdita di tempo e di denaro. Oggi non conviene più a nessuno dei nostri Amministratori di maggioranza e di parte della minoranza (non cambia nulla stessa marmellata), rendere trasparenti le scriteriate scelte fatte in merito alla lottizzazione del nostro territorio. Tutti hanno qualche interesse. D'altronde in questi anni di gestazione della variante urbanistica, tutta la classe (sic) politica ha avuto modo di “interessarsi” del nostro territorio. Purtroppo sono bastati 100 giorni e già si scoprono le grandi manovre e le linee guida di questa  Amministrazione, ed a metterci in ansia per i possibili sviluppi che ci riserva il futuro. Questo Nuovo Piano Regolatore sarà il futuro di Castellamonte, un futuro fatto di indici e di consumo scriteriato del suolo agricolo, di finanza di oneri di urbanizzazione, di favoritismi, di interessi e di interessati, e lo sconforto più pesante è che la nuova Amministrazione ha certificato e avallato tutto».