CASTELLAMONTE - La croce rossa nel vecchio ospedale?
Alternative? Davvero poche. O si vendono le ambulanze oppure sarà difficile che la croce rossa di Castellamonte possa rimanere nell’attuale sede di strada del Ghiaro oltre il 1 gennaio 2015. E’ quanto ribadito nel corso dell’assemblea pubblica dell’altra sera. Il presidente del comitato, Paolo Garnerone, ha confermato quanto annunciato una settimana fa. La proprietà dello stabile (che ha rilevato il capannone grazie al fallimento dell’Asa) chiede 35 mila euro all’anno di affitto. Ai quali si sommano i costi per le bollette. Significa caricare il comitato di 60/70 mila euro all’anno in più.
 
Prima di alzare bandiera bianca, però, si sonderanno tutte le possibilità. Una proposta è arrivata dal consigliere di minoranza Pasquale Mazza. «Il Comune deve agire insieme alla croce rossa per trattare con la proprietà. È giusto pensare a un’alternativa. Perché non spostare la croce rossa nella parte vecchia dell'ospedale. Ne ho già parlato con l’assessore regionale alla sanità, Antonio Saitta. Abbiamo un ospedale vuoto che va valorizzato. Si convochi un tavolo con Boraso dell’Asl e lo stesso Saitta per lavorare in questa direzione. Trovare il modo per riutilizzare l’ospedale sarebbe un bel segnale per la Regione e per la città di Castellamonte».
 
Il vicesindaco Giovanni Maddio si è detto possibilista. «C’è stata una cattiva gestione della fase commissariale – ha detto il vicesindaco attaccando il commissario Asa, Stefano Ambrosini – chiederemo incontro con proprietà e Regione per vedere cosa si più fare. Oggi capannoni se ne trovano perché c'è la crisi ma le cifre di affitto sono comunque alte. Se c'è bisogno di sedersi a un tavolo, il Comune è a disposizione».