
CASTELLAMONTE - Una partecipata riunione online di amministratori locali ha messo al centro oggi il futuro dell'ospedale di Castellamonte. Convocata dalla Città metropolitana di Torino, ha riunito il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e i consiglieri metropolitani e regionali Alberto Avetta e Mauro Fava con il portavoce della zona omogenea 8 Canavese occidentale Alberto Rostagno sindaco di Rivarolo canavese, i sindaci di Castellamonte, Cuorgnè, Salassa, Pont Canavese, Bosconero, Castelnuovo Nigra. Nelle scorse settimane, tutti i sindaci della zona omogenea avevano scritto alla Regione Piemonte chiedendo subito la riapertura dell'ospedale di Castellamonte e quella in tempi celeri dell'ospedale di Cuorgnè, oggi covid hospital.
La Città metropolitana oggi ha confermato di essere al loro fianco: «Porteremo un documento in tal senso in Consiglio metropolitano - commenta il vicesindaco metropolitano Marco Marocco - anche richiamando il fatto che la richiesta della riapertura dei presìdi sanitari sul territorio è inserita nel nostro nuovo PSM piano strategico metropolitano 2021/2023».
Il portavoce della zona omogenea 8 Alberto Rostagno aggiunge che «l'incontro sull’ospedale di Castellamonte ha visto una sinergia d'intenti tra i sindaci della zona omogenea del Canavese Occidentale, il vicesindaco metropolitano Marco Marocco e i consiglieri metropolitani "canavesani" Alberto Avetta e Mauro Fava per quanto riguarda il futuro sviluppo dell’ospedale di Castellamonte. Ringrazio la Città metropolitana per aver preso l’impegno di supportare il territorio nei confronti della Regione e nell’aver condiviso la nostra richiesta».
«Ho molto apprezzato la coesione dei nostri sindaci - commenta il consigliere metropolitano e regionale Alberto Avetta che aggiunge - i presìdi di Castellamonte e Cuorgnè e la sanità di territorio sono un tema che ci deve vedere tutti uniti. E la Città Metropolitana e’ il luogo giusto per ritrovare unità».
Conclude il consigliere metropolitano e regionale Mauro Fava: «Assicuro i sindaci della zona omogenea che mi farò carico delle istanze che provengono dal territorio nei confronti dell'assessore regionale alla sanità Icardi. I presìdi di Castellamonte e Cuorgnè non devono essere ridimensioanti, ma anzi potenziati e sfruttati al meglio, per fornire alla cittadinanza un servizio all'altezza delle aspettative. Si è sbagliato negli anni scorsi a depotenziare e tagliare la sanità territoriale e con la crisi provocata dal Covid ne abbiamo pagato le conseguenze. Non ci possiamo permettere di ripetere un errore simile».








