CASTELLAMONTE - Si discute anche in tempi di coronavirus sul futuro della discarica di Vespia. Il gestore, Agrigarden Ambiente, ha presentato un progetto per «chiudere» la partita completando la montagna di rifiuti e garantire i fondi per il post-mortem dell'impianto. Il progetto è al vaglio della conferenza dei servizi convocata dalla Città metropolitana. In queste settimane si è discusso a lungo, a livello politico, sull'opportunità di questo progetto e sulle possibile ricadute in termini ambientali ed economici.
Nel video Fabrizio Zandonatti, legale rappresentante dell'azienda che gestisce il sito, traccia il punto della situazione. «L'obiettivo della società è comunque chiudere Vespia in sicurezza il prima possibile», assicura. In termini temporali si parla di 12-15 mesi dal momento in cui verra dato il via libera all'ultimo ampliamento. Ammesso che la conferenza dei servizi decida in questo modo. Diversamente si apriranno altri scenari. All'appello, comunque, rispetto alle iniziali previsioni, mancano 3-4 milioni di euro per la gestione del post mortem.
Sulla procedura la società sta attendendo dalla conferenza dei servizi eventuali rilievi tecnici sul progetto presentato. «Confidiamo entro l'anno in un pronunciamento», assicura Zandonatti. Quindi in ogni caso l'ultimo sacchetto di spazzatura finirà a Vespia non prima del 2022.








